«Un parco a tema come Gardaland all’ippodromo». L’idea piace anche a De Luca. «Ci pensi il consiglio comunale»

FOLLONICA – Un parco tematico nel nuovo ippodromo. L’idea di Gente di Follonica e Psi piace a Francesco De Luca, presidente del consiglio comunale di Follonica, che giudica positivo l’impatto che un progetto di questo potrebbe avere sulla città del Golfo e su tutta la provincia di Grosseto.

«Le sentenze non si commentano, ma possiamo legittimante ritenerci contenti per le assoluzioni pronunciate nei confronti della precedente giunta e per i proscioglimenti verso gli altri amministratori coinvolti. Un ricordo particolare va all’ex sindaco prematuramente scomparso Eleonora Baldi, che oggi ne sarebbe stata certamente felice. Tuttavia è ora più che mai necessario impegnare tutta la città in un nuovo progetto politico importante, visto che la sentenza, di cui si attendono le motivazioni, ha di fatto ripassato la palla al Consiglio Comunale, affinché decida sul destino di quell’enorme area».

«Quindi, superato l’aspetto legale della convenzione in essere, ritengo un’ottima idea quella proposta da PSI e Gente di Follonica di individuare un Parco attrazioni tematico nell’area del nuovo ippodromo, mantenendo la destinazione turistico-ricettiva alle foresterie. Siamo tutti consapevoli che sia una sfida difficile, ma quella di “Maremmaland” è una proposta in grado di creare impresa qualificata sul territorio, con effetti potenziali enormi per l’occupazione di lungo periodo.  Basti pensare , senza scomodare Gardaland o Europa Park in Germania,  all’indotto importante che il Cavallino Matto porta alla Val di Cornia. Se  sapremo cogliere l’occasione, avremo l’opportunità di rilanciare un intero territorio, allungando davvero la stagione turistica».

«Un parco attrazioni moderno potrebbe contenere anche un’area didattica,  sulle miniere ad esempio, in grado di inserirsi nel più grande progetto del geoparco. Il programma di rilancio potrebbe inoltre prevedere un cinema multisala, considerando che tra Le Colline Metallifere e Piombino (oltre 100.000 abitanti) non ne esiste neanche uno. Ora la parola spetterà al consiglio comunale e domani a bravi imprenditori in grado di guardare al futuro del nostro territorio».

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