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Il sindaco attacca i sindacati: “Ci chiedono di fare un passo indietro”

CINIGIANO – “Lo stato di agitazione proclamato dai sindacati della funzione pubblica a Cinigiano è un’occasione per riconfermare i principi e le scelte che dettano le politiche del personale nel nostro Comune”. Il sindaco Romina Sani interviene sulla situazione che si è creata nella cittadina amiatina.

“Alla base della rivendicazione c’è una richiesta: attivare una progressione di carriera uguale per tutto il personale. Non si discute, dunque, delle modalità di organizzazione dei servizi ai cittadini e neppure degli effetti legati a processi di innovazione o di dimensionamento dei Comuni: i sindacati chiedono che tutti facciano carriera senza distinzioni di merito e di funzioni.

Noi riteniamo che questa rivendicazione rappresenti un passo indietro innanzitutto per i sindacati. Un sistema di sane e corrette politiche sindacali non può basarsi sull’affermazione di egualitarismo strutturale, ma deve ricercare la valorizzazione delle diverse capacità del personale del Comune, riconoscere disponibilità e competenze e richiedere il riconoscimento proprio di queste differenze da parte del datore di lavoro”.

LA STORIA “In questi anni, con questo spirito, e nel rispetto delle norme previste in materia di pubblico impiego, abbiamo cercato, nei limiti delle disponibilità economiche, di utilizzare al meglio tutti gli istituti premianti e motivazionali del personale previsti dall’ordinamento giuridico. Questo è quello che vogliamo continuare a fare.

La richiesta dei sindacati ricorda quella che un tempo si chiamava scatto di anzianità. Quell’automatismo è, da molto tempo, scomparso dai contratti per un’espressa e maturata previsione contenuta negli art. 23 comma 2 del d.lgs. n. 150/09 e dall’art. 52 del d.lgs. n. 165/2001″.

LE DECISIONI “Anche la Corte dei Conti – prosegue il sindaco di Cinigiano – ha confermato che non devono ottenersi aumenti di retribuzione per effetto del mero trascorrere del tempo ma solo a seguito di una procedura necessariamente selettiva sulla base di criteri individuati preventivamente e prima dell’anno a partire dal quale decorreranno, a seguito di confronto con i sindacati. Non sono ammesse progressioni di generalizzate così come non è compatibile giustificare queste richieste con la lunga vacatio contrattuale dei dipendenti pubblici.

Bisogna rispettare la differenza qualitativa dei livelli di contrattazione tra quella decentrata e quella nazionale.

Differenziare vuol dire applicare forme di riconoscimento dei valori espressi e, dunque, individuare una quota dei dipendenti che possono essere promossi per ogni volta che, nel corso del tempo, si decida di destinare le risorse disponibili al finanziamento di questi aumenti di qualifica”.

LA SITUAZIONE “L’Amministrazione di Cinigiano – conclude Sani – proprio perché ha a cuore il benessere dei dipendenti e la qualità dei servizi al cittadino, ha accolto favorevolmente la riapertura del legislatore alla possibilità di progressioni, destinando risorse alle procedure di selezione da concordare con i sindacati e da avviarsi nel 2017 nel rispetto di quanto previsto dalle norme che regolano la materia”.

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