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Foresterie dell’Ippodromo, Rifondazione «La città decida cosa farne»

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FOLLONICA – «Leggeremo con attenzione le motivazioni della recente sentenza del Tribunale di Grosseto su quanti consentirono che le 167 foresterie costruite accanto all’ippodromo fossero portate sul mercato delle abitazioni civili e, pertanto, poste sotto sequestro preventivo dalla Procura della Repubblica». Così Rifondazione comunista commenta la sentenza del processo per le Foresterie.

«Tuttavia la gestione di quel patrimonio ritorna oggi alla politica locale e, viste le richieste di utilizzo già avanzate da chi ne è tornato in possesso, grazie alla vecchia convenzione con il Comune, non abbiamo dubbi che gli stessi soggetti, che hanno condizionato politicamente le scelte di ben tre Giunte comunali, torneranno alla carica per incassare quanto avevano previsto – prosegue Rifondazione -. Ma quel progetto speculativo ha portato la Procura nel 2011 a chiedere e ottenere dal Giudice delle Indagini Preliminari il rinvio a giudizio di tre amministrazioni, alcune delle quali si sono salvate solo per la ridotta durata dei tempi della prescrizione (di berlusconiana introduzione) per l’ipotizzato reato di lottizzazione abusiva».

«Rifondazione Comunista riteneva sbagliato (e lo ritiene tutt’oggi) costruire al di là dell’Aurelia. Questa impostazione è stata ribadita più volte anche da molti follonichesi e dallo stesso centrosinistra – continua la nota -. Per questo ritenevamo la costruzione delle foresterie dell’Ippodromo un errore e una evidente rottura di questo principio largamente condiviso. La scelta politica fu comunque presa dall’amministrazione Bonifazi nel 2003, con l’ulteriore errore dell’abbattimento dei costi di urbanizzazione, che sono invece ricaduti sulle spalle dei follonichesi. Nel 2006 quindi proponemmo alla Giunta Saragosa di sanare quella situazione già allora rovinosa. Proponemmo infatti di approvare in Consiglio comunale una variante urbanistica che cambiasse la destinazione d’uso di quelle costruzioni, da annessi alle attività ippiche ad abitazioni civili».

«Così avremmo chiamato le cose con il vero nome (ma quali foresterie?) e avremmo incassato gli oneri di urbanizzazione dovuti, rimasti purtroppo a carico dei follonichesi, che invece ne hanno un gran bisogno per migliorare la viabilità e i servizi di urbanizzazione primaria e secondaria nei vari quartieri di Follonica – scrive Rifondazione -. Nel 2006 gli amministratori della Giunta Saragosa non accolsero tale proposta, peggiorando la situazione, cacciando la Sinistra dalla Giunta della città, così come DS e Margherita allontanarono nel 2002 i tre consiglieri di maggioranza che giustamente si opposero ai primi atti comunali della Giunta Bonifazi, che andavano a delineare l’ipotesi di lottizzazione abusiva. Noi rimaniamo dell’opinione che al di là dell’Aurelia non si devono costruire altre abitazioni e continueremo a svolgere un’azione politica di critica sulla destinazione di quelle foresterie, che oggi vorremmo fossero destinate a funzioni socialmente utili».

«L’esposto fatto alla Procura di Grosseto del 2006 (ben 10 anni fa) che ipotizzava un possibile abuso non ha prodotto risultati e il personale politico che governa Follonica è rimasto lo stesso. Tant’è che alla nostra richiesta ufficiale del maggio 2015 che gli imputati rinunciassero alla probabile prescrizione per coerenza e sicurezza della bontà delle proprie azioni, nessuno ha risposto. Rifondazione Comunista propone che un percorso di ampia partecipazione e consultazione dei follonichesi venga attivato per decidere la destinazione dell’area del nuovo Ippodromo, visto che la proprietà di tutte le strutture è al momento pubblica e in particolare della Città di Follonica. Ogni decisione in merito a eventuali nuove concessioni, la continuazione di vecchie convenzioni, o ogni variazione d’uso deve essere concertata e comunicata a tutta la popolazione affinché mai più rimangano zone di opacità e poca chiarezza come purtroppo è avvenuto in passato. Su questo eventuale percorso di partecipazione della cittadinanza Rifondazione Comunista ci starà. Aspetteremo infine di leggere le motivazioni della sentenza per verificare nello specifico – conclude – che cosa comporta la prescrizione».

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