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Contributi per gli affitti, Marras: “Bene la scelta della Giunta, importante rispondere alle esigenze dei cittadini”

GROSSETO – Le risorse non assegnate del fondo per il sostegno ai ‘morosi incolpevoli’ (cioè alle famiglie sotto sfratto a seguito dell’improvvisa perdita del lavoro o di una malattia) potranno essere utilizzate come contributo affitti dai Lode di Firenze e Grosseto. La decisione è stata presa dalla Giunta regionale toscana dopo aver valutato l’insieme delle risorse assegnate ai vari Lode (soggetti gestori del patrimonio di edilizia popolare) della regione.

“Trovo che la scelta della Giunta regionale sulla gestione dei finanziamenti per le politiche abitative sia la quella giusta – commenta Leonardo Marras, capogruppo PD Regione Toscana –. In un momento come quello che stiamo vivendo, di ridimensionamento continuo delle risorse, è fondamentale avere l’elasticità di adeguare le procedure alle necessità delle comunità. Bene, dunque, la decisione di dare la possibilità a Grosseto e Firenze di utilizzare il disavanzo del fondo per la morosità incolpevole come risorse per il contributo affitto anziché restituirlo. Una decisione, nata dalla proposta dell’ex assessore alle politiche sociali e abitative del Comune di Grosseto Antonella Goretti, che permetterà al Lode grossetano di gestire un fondo pari a 369mila euro, ben superiore rispetto a quello che avrebbe avuto a disposizione con la divisione del fondo per il contributo affitto tra le dieci province, come da procedura classica”.

I fondi per la morosità incolpevole sono collegati ad un composto da risorse in parte nazionali (Fondo per la morosità incolpevole), in parte regionali. Quelle nazionali non possono cambiare destinazione d’uso, mentre la Regione è potuta intervenire sui residui della parte regionale.

I fondi destinati al contributo affitti, invece, negli anni scorsi provenivano dal concorso di risorse statali e risorse regionali (circa 8 milioni dallo Stato e 2 dalla Regione nel 2015). Ad oggi, però, il contributo statale per questa voce è stato azzerato e, nonostante un incremento delle risorse regionali (passate da 2 a 4,5 milioni negli anni 2015/2016), questo ha portato ad una drastica riduzione delle risorse a disposizione.

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