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Coldiretti contro il caporalato «Piaga da combattere, anche pagando di più i prodotti dei campi»

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GROSSETO – “Il caporalato è una piaga da combattere poiché colpisce spesso la componente più debole dei lavoratori agricoli”. È quanto afferma Andrea Renna , direttore di Coldiretti Grosseto, nel commentare la prossima approvazione da parte della Camera del ddl promosso dal Ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, e dal Ministro della Giustizia, Andrea Orlando.

“Servono pene severe e rigorosi controlli – continua Renna – che colpiscano il vero lavoro nero e lo sfruttamento, portando alla luce quelle sacche di sommerso che peraltro fanno concorrenza sleale alle imprese regolari che hanno già intrapreso un percorso di trasparenza e sulle quali finiscono per concentrarsi esclusivamente oggi le azioni di verifica”.

Da qui l’esigenza di approvare in tempi brevi il disegno di legge contro il caporalato.

“Ma è necessaria anche una grande azione di responsabilizzazione di tutta filiera, dal campo alla tavola – prosegue Coldiretti -, per garantire che dietro tutti gli alimenti, italiani e stranieri, in vendita sugli scaffali, ci sia un percorso di qualità che riguarda l’ambiente, la salute e il lavoro, con una equa distribuzione del valore che non è possibile se le arance nei campi sono sottopagate a 7 centesimi al chilo e i pomodori poco di più. Contro la piaga del caporalato si sono moltiplicate le iniziative promosse dalla Coldiretti, come quella intrapresa in collaborazione con la Focsiv – Volontari nel mondo che ha già visto la consegna di 12 moduli igienici e 6 docce per la realizzazione del villaggio solidale a Nardò, con l’obiettivo di garantire condizioni di vita dignitose agli immigrati che lavorano in campagna. Ma va ricordato anche l’accordo della Coldiretti Calabria con l’Airc (Associazione Italiana Ricerca sul Cancro) per le Arance della Salute per consentire la vendita e la distribuzione delle Arance della Calabria che rendono possibile un ritorno economico sostenibile per le imprese e una giusta remunerazione dei lavoratori”.

 

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