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Fusioni, la sinistra apre: «Comune unico con Gavorrano, Follonica e Scarlino»

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FOLLONICA – Comune unico con Gavorrano, Follonica e Scarlino. Nel dibattito sui nuovi assetti istituzionali dei Comuni interviene il coordinamento di Sinistra Italiana delle Colline Metallifere che propone una soluzione con i tre Comuni.

«Per quanto riguarda la parte della maremma del nord, non collinare, l’idea è quella di proporre alla pubblica discussione d’amministratori e cittadini la possibile fusione dei comuni di Gavorrano,Scarlino, e Follonica, dalla quale nascerebbe una realtà’ con una popolazione con circa 35000 abitanti, cioè un nuovo ente locale capace di affrontare le sfide dell’immediato futuro,capace di interloquire con le grandi realtà, sia regionale che europea, in grado di mantenere i servizi ai cittadini e munita di una struttura tecnica all’altezza dei tempi in cui viviamo».

«Questi tre comuni starebbero insieme in maniera naturale e non forzosa, perché realtà che guardano alla costa ed all’economia del mare i comuni di Follonica e Scarlino in quanto realmente comuni costieri mentre Gavorrano per le scelte che ha fatto puntando sempre un occhio alla realta’ costiera».

«Le tre entità comunali hanno molte cose in comune molto di piu’ che all’apparenza potrebbe sembrare. Prima di tutto le radici storiche sono comuni, a partire da quelle etrusche per Gavorrano, a quelle medievali tra Scarlino e Gavorrano a quelle estrattive e di trasformazione dei metalli basti pensare alle miniere a Gavorrano ed alla Fonderia Leopoldina di Follonica.

«Partiamo da una storia comune e questo è fondamentale. Oggi oltretutto i tre comuni gestiscono un patrimonio boschivo importante come le bandite di Scarlino, un’esperienza con risultati positivi ed avanzata. Un comune di queste dimensioni potrebbe dare una risposta piu’ unitaria e concreta al congestionamento di una parte della costa,offrendo un entroterra di qualita’ ed in gran parte vergine, che con scelte urbanistiche serie, legate ad uno sviluppo ecologico migliore, spalmerebbe le ricchezze e la redistribuzione del redditto su un territorio più vasto e importante».

«Nuove ed interessanti sarebbero le sfide economiche del futuro dalla politica portuale, al turismo del mare ed a quello di qualità, alla gestione della realtà industriale e di trasformazione localizzata nella piana di Scarlino,nello sviluppo e promozione della culture di pregio a partire dalla viticultura e della produzione del vino per cui la nostra intera zona ha potenzialità e qualità per essere conosciuta nel mondo ed una visione piu’ moderna del territorio per rispondere alle sfide del commercio ed l’artigianato».

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