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Scuola-lavoro, studenti inseriti nell’Ufficio beni culturali della Diocesi

PITIGLIANO – Si sono concluse nei giorni scorsi due settimane di stage per l’alternanza scuola-lavoro, organizzate in collaborazione tra l’ISIS «F. Zuccarelli» di Sorano – Liceo scientifico di Manciano e la Diocesi di Pitigliano-Sovana-Orbetello in particolare l’Ufficio Beni Culturali e l’Ufficio Scuola. Due settimane di intenso lavoro sia per gli studenti che per le istituzioni scolastica e diocesana, che hanno positivamente messo in risalto la possibilità di interagire e – nei rispettivi ruoli – di programmare attività congiunte destinate ai giovani delle scuole superiori.

Dieci studenti della quarta liceo si sono alternati in attività di formazione culturale e di lavoro nei tre istituti culturali della Diocesi: il Museo di Palazzo Orsini, l’Archivio Storico e la Biblioteca «Gregorio VII». Con entusiasmo hanno iniziato lo stage partecipando a due lezioni introduttive sui beni culturali e sulla storia del territorio, tenute da don Marco Monari e dal prof. Angelo Biondi. Hanno poi partecipato a due mattinate di visita-studio del Palazzo Orsini, delle opere esposte, della complessa architettura epigea ed ipogea, che mostra ancora i passaggi e le modifiche subite nel corso di oltre settecento anni, guidati dall’intendente del palazzo Loris Razzi e della sinagoga, centro religioso dell’antica comunità ebraica di Pitigliano.

Gli studenti hanno anche avuto modo di dedicare diversi giorni alle attività di formazione professionale, lavorando nell’Archivio Storico e nella Biblioteca. Qui hanno potuto apprendere i metodi della catalogazione on line sia dei documenti archivistici che del patrimonio librario, oltre che impegnarsi nel loro ordinamento e collocazione negli appositi scaffali, facendo esperienza di come si «costruisce» un archivio e una biblioteca, nel contesto del progetto CEI in accordo con il MIBACT. All’interno dell’Archivio i ragazzi hanno anche affrontato ricerche storiche, lavorando direttamente sul materiale da loro ordinato. In questi due momenti dello stage sono stati attentamente seguiti dalle dott.sse Barbara Adamanti e Micaela Canducci, rispettivamente responsabili scientifiche dell’Archivio e della Biblioteca.

L’ultimo giorno i ragazzi si sono spostati da Pitigliano a Sovana per la visita-studio del piccolo borgo, guidati in una lectio magistralis da Carlo Rosati della Cooperativa La Fortezza, che collabora con la Diocesi per l’accoglienza dei visitatori nell’antica cattedrale di San Pietro. Visita approfondita della chiesa di Santa Maria, del Palazzo Pretorio e della chiesa di San Mamiliano, che ospita il museo civico dove sono esposte parte delle quattrocentonovantotto monete d’oro imperiali del secolo V, ritrovate alcuni anni fa durante i lavori di scavo archeologico. Si tratta di una delle scoperte più importanti avvenute in Italia e in Europa negli ultimi decenni, certamente per il loro valore ma soprattutto perché offrono riscontri storici unici dovuti alle incisioni, facendo acquisire così numerosi «tasselli» mancanti circa l’epoca dell’Impero Romano.

È stato anche fatto notare che prima del cristianesimo la piazza di Sovana ospitava degli impianti termali pubblici, oggi visibili grazie agli scavi archeologici, con i condotti che portavano aria o acqua riscaldata alle vasche termali. La visita-studio si è conclusa nella cattedrale di San Pietro, chiesa madre della Diocesi, costruita intorno all’anno mille, forse su una chiesa preesistente o comunque sui resti di un tempio pagano. Esempio importante e sorprendente di un romanico quasi puro, con ancora tracce di mani longobarde e francesi e del passaggio al primo gotico.

Insomma, due settimane di intenso lavoro di squadra, di studio, di cultura e di conoscenza del territorio. A questo proposito il vescovo Mons. Roncari, incontrando gli studenti, la dirigente scolastica e i tutor, ha esortato sia la preside che la Diocesi a proseguire in questo tipo di attività, anche con altri istituti scolastici. Dal canto suo anche la dirigente dell’ISIS di Sorano, prof.ssa Melis, ha espresso piena soddisfazione per i risultati raggiunti, certa che sia questa una strada privilegiata per inserire e radicare gli studenti nel loro territorio, anche per future esperienze lavorative.

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