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Lavoro: cosa chiedono le imprese maremmane. Ecco di cosa c’è bisogno

GROSSETO – Dai dati dell’indagine Excelsior, elaborata dalla Camera di Commercio della Maremma e del Tirreno, emerge, il profilo maggiormente richiesto dalle imprese: maschio sotto i 30 anni, diplomato, nazionalità italiana, contratto di lavoro stagionale nei servizi con significativa esperienza nella professione o almeno nel settore di lavoro in oggetto, qualifica di impiegato o addetto in azienda con meno di 50 addetti, di difficile “reperibilità” nel mercato del lavoro.

Circa il 68% delle nuove assunzioni previste dalle imprese con sede compresa nel territorio che da Collesalvetti si estende fino a Capalbio (66% nel II trimestre 2015) riguarda impiegati, addetti alle vendite ed ai servizi in generale, il che significa servizi turistici, commercio e così via. In Toscana tale percentuale scende sotto il 60% mentre in Italia è di poco sopra il 50%.

La seconda categoria per incidenza percentuale sul totale è quella delle Professioni non qualificate (13,6% incidenza media) seguita subito dopo da Operai specializzati e legati alla conduzione di impianti e macchinari (13%). Decisamente inferiore l’impatto delle assunzioni di dirigenti, professioni specializzate e tecnici, altresì detti high skills. Questa categoria registra una riduzione del suo peso sul totale assunzioni rispetto al 2015. In particolare, a Grosseto, dove la percentuale era già bassa nel 2015 (6,5%) scende al 3,5% mentre Livorno perde solo qualche centesimo di punto percentuale e si ferma all’8,2%. La media regionale e quella italiana sono pertanto sempre più lontane (rispettivamente 12,3% e 14,7%).

In generale, si concentra nei servizi oltre il 90% delle assunzioni previste a Livorno e Grosseto, a differenza di quanto invece si rileva nella regione ed in Italia dove la percentuale media scende al 78%.

Quanto ai titoli di studio richiesti i diplomati restano ovunque tra i più “ricercati” seguiti dai detentori di qualifica professionale. Da segnalare un certo calo di interesse nella zona di Grosseto per quanto riguarda i titoli quinquennali di secondo grado mentre a Livorno diminuiscono le previsioni di assunzione legate ai qualificati.

Nonostante l’alto tasso di disoccupazione aumenta diffusamente la percentuale di assunzioni previste considerate “difficili” a causa del non agevole reperimento delle risorse umane interessate. Fa eccezione in questo contesto Livorno che, tuttavia, partiva da un dato 2015 importante (17%) mentre adesso i candidati difficili da reperire scendono al 12,2% (Grosseto 11,6% dal 7% del 2015).

Tra le difficoltà di reperimento delle imprese incide senza dubbio il tipo di esperienza richiesta ai candidati. Le percentuali di nuove assunzioni ricollegabili a personale con esperienza maturata nella professione o almeno nel settore sono infatti significative. Per Grosseto si calcola un 62,4% mentre per Livorno si sale al 72,8% con una media del 67,6% che risulta più elevata rispetto a quella della Toscana (63,5%) e dell’Italia (60,1%).

La tipologia di impresa più diffusa sul territorio nazionale ovvero quella di imprese con meno di 50 addetti, fa registrare, in tutto il Paese, una contrazione dell’incidenza delle assunzioni previste all’interno. Questa tendenza interessa anche il sistema imprenditoriale di Livorno e Grosseto dove per il II trimestre 2016 il peso delle assunzioni in questa tipologia ammonta all’81% (valore medio). Ciò non significa che le piccole e medie imprese non abbiano intenzione di assumere, tutt’altro; la contrazione della loro incidenza sul totale può invece essere spiegata da una più intensa crescita delle assunzioni previste da parte delle aziende con oltre 50 addetti.

Il saldo trimestrale tra assunzioni e cessazioni di rapporto di lavoro è decisamente positivo. Nella specifica graduatoria regionale Livorno e Grosseto occupano rispettivamente il secondo ed il quarto posto per dimensione del saldo finale, similmente a quanto avvenuto tra aprile e giugno 2015.

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