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«Pari dignità per i nostri pensionati». In mille in piazza con la Cia fotogallery

Non si può pensare che a 70anni, ed oltre, un agricoltore sia costretto a continuare a lavorare, magari sopra un trattore perchè la pensione non basta.  

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GROSSETO – Grande successo per numero di partecipanti e per contenuti . Si è conclusa in questo modo la  quinta edizione della Festa interregionale del Pensionato Anp Cia che si è tenuta a Grosseto. Oltre mille i pensionati arrivati da Lazio, Marche, Umbria, Molise e Abruzzo e della Toscana, ai quali si sono aggiunti delegati provenienti da ogni regione. Una due giorni, sabato l’Assemblea Nazionale e domenica la manifestazione in Piazza Nassiriya,   durante la quale  sono stati toccati temi legati alle pensioni da fame ( la media è di circa 500euro ) e alle difficoltà di sopravvivere dignitosamente .A questi si sono aggiunti temi legati  all’assistenza sanitaria, le dure condizioni di vita nelle aree rurali sempre più povere di servizi, e, vista la  presenza dei vertici nazionali , sono state anche affrontate tematiche legate alla crisi del mondo agricolo.

“ Affrontiamo un tema che non è solo quello dell’agricoltura-ha detto nel suo intervento il presidente nazionale Dino Scanavino– persone che sono arriviate alla fine del loro ciclo lavorativo e che sono dimenticate. Non c’è attenzione per chi è anziano, e questa è una vergogna nazionale. Una vergogna che si amplifica quando si parla di agricoltori che dopo una vita di fatiche devono continuare a lavorare per poter sopravvivere”

“ Ci siamo mossi per svegliare la politica e per ricordare che con queste pensioni non si vive” ha aggiunto il presidente nazionale Anp Vincenzo Brocco “Abbiamo raccolto 100mila firme,  le abbiamo presentate al Governo ora attendiamo la prossima finanziaria che dovrebbe, ce lo auguriamo, ricordarsi dei pensionati che hanno perso il loro potere d’acquisto”.

“Stiamo parlando di un’emergenza sociale. Abbiamo bisogno di fatti e non di parole” ha commentato il presidente Anp Cia Toscana Alessandro Del Carlo-Siamo qui anche per ricordare la costante riduzione dei servizi essenziali come quelli socio-sanitari nelle aree rurali e montane. È una realtà che non possiamo accettare oltre”

“ Queste sono generazioni che hanno lavorato una vita per permettere a tutti noi di avere cibo sano e genuino, persone che non si sono mai risparmiate. Noi giovani imprenditori agricoli dobbiamo solo ringraziarli. Per questi motivi sono ad assumermi l’impegno di essere sempre al loro fianco in questa più che giustificata battaglia” Così il presidente Cia Toscana Luca Brunelli.

“In Maremma abbiamo molto da fare per i nostri pensionati – ha commentato Gianfranco Turbanti presidente Anp Cia Grosseto – molti agricoltori hanno scelto di continuare a vivere nelle aree di campagna. Scegliere di vivere nelle aree rurali significa continuare a far vivere queste aree,  ma questo la politica evidentemente non interessa. Da noi in molte zone non c’è la banda larga. Con una pensione che sfiora i 500euro e senza servizi come possiamo garantire una vecchiaia dignitosa a chi ha lavorato una vita sotto il sole e la pioggia per sfamare la propria famiglia?”

La due giorni si è conclusa con un lungo serpentone fatto di bandiere della Cia che, dopo aver sfilato tra le strade del Centro Storico di Grosseto,  si è radunato in Piazza Nassiriya. Sul palco anche il Sindaco Antonfrancesco Vivarelli Colonna che ha voluto ricordare le sue radici agricole e il suo impegno verso tutto il settore primario.

“ Questa battaglia a favore dei nostri pensionati non si ferma qui –ha concluso Enrico Rabazzi  presidente Cia Grosseto – Faremo tutto il necessario per garantire pari dignità ai nostri nonni. È una promessa: una promessa che faccio ai pensionati, una promessa che faccio ai giovani agricoltori, una promessa che faccio a chi crede al mondo agricolo e infine una promessa che faccio alla nostra terra. Non è accettabile che persone di oltre 70 anni siano costrette a salire sui trattori o a  svegliarsi all’alba per poter sopravvivere. Non possiamo sentire i più anziani dire che forse hanno sbagliato a fare gli agricoltori e che sperano che i giovani  prendano altra direzione. Come Cia non lo accettiamo e come Cia siamo qui a chiedere giustizia per i nostri pensionati”

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