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Il Circolo Pattinatori riparte dai più piccoli con un progetto e partner internazionali

GROSSETO – Un nuovo progetto rivolto ai più piccoli e con partner internazionali per il Circolo Pattinatori Grosseto. La storica associazione sportiva grossetana ha infatti progettato Skids  – Skating for Kids and Teachers all over Europe, un manuale di insegnamento del primo anno di pattinaggio per bambini di età inferiore ai sette anni. Il tutto in collaborazione col Comune di Grosseto, con la direttrice dell’Eidos Monica Lambardi, con la direttrice Mysa Consulting Myriam Andrea Lamela e con l’Istituto Fossombroni, che fornirà la propria palestra e metterà a disposizione i propri studenti come volontari.

Partner d’eccezione, la spagnola Real Federation Espagnola de Patinaje (conosciuta a Follonica in occasione della Coppa Latina) e il portoghese Sport Alenquer Benfica, per una cooperazione fra tre nazioni leader nel pattinaggio, per riversare in un’unica soluzione tre esperienze diverse ma analoghe. Importante la benedizione dell’Ance, che ha ospitato la conferenza stampa. “Abbiamo interessi di categoria – ha detto il presidente Alberto Colombini – quando si tratta di edilizia sportiva, che speriamo abbia una risposta importante nella nostra provincia. Siamo vicini al Comune per eventuali iniziative. E non potevamo non essere oggetto aggregante di realtà sportive importanti come quella del pattinaggio”.

“Ci siamo sviluppati – ha detto il presidente del CP Giuseppe Brizzi – con la pretesa e l’orgoglio di fare non solo politica sociale avvicinando i ragazzi a questo sport, ma abbiamo cercato anche di sprovincializzarlo e diffonderlo. Da qui è nata la nostra iniziativa, col contributo importante dei nostri sponsor RRD Store, Biancotti Immobiliare, Simply Market, Monte dei Paschi, Sol Caffè, Banini”.

“Abbiamo avuto la fortuna – ha detto il vicepresidente Del CP Pier Luigi Bonucci – delle persone esperte di finanziamenti, per scrivere il nostro progetto. Si tratta della compilazione di un manuale di pattinaggio a otto ruote, che partirà a gennaio 2017 e durerà un anno, il tempo in cui i bambini imparano. Solo successivamente si entrerà nei dettagli delle singole specialità su ruote, come l’hockey. Vogliamo insegnare ai bambini il patrimonio di conoscenze motorie che prima avevano giocando all’aria aperta e in strada e adesso non più, partendo dalle basi, dalle cose più semplici. Le stesse società sportive hanno dovuto rivedere i propri piani di allenamento. Faremo un’opera didattica di standardizzazione assieme ai partner spagnolo e portoghese ad alto livello e creeremo un metodo di insegnamento. Ognuna delle settanta lezioni previste avrà esercizi, modalità, tempistiche. Tutto questo perché l’hockey è uno sport molto tecnico estremamente difficile, che si gioca a 40 km l’ora in una pista piccola. Vorremmo iniziare a dare ai tecnici bambini con un migliore bagaglio tecnico ed un buono schema motorio”.

Un progetto fatto su base totalmente volontaria, unico italiano accettato dall’Unione Europea come ha sottolineato Lamela: “Non abbiamo fatto che prenderci quanto ci spetta. Ogni anno l’italia restituisce all’Unione circa la metà dei 28 miliardi di euro messi a sua disposizione, perché mancano progetti fondati. Il nostro è stato l’unico italiano ad essere stato approvato, con punteggio di 91/100, assieme ad altri sessanta di tutta europa, su oltre trecentocinquanta: una bella notizia per la Maremma”. “L’Istituto Fossombroni è un partner – ha detto Lambardi – poiché ha un indirizzo sportivo. Grazie all’alternanza di scuola e lavoro mettiamo a disposizione strutture perché i ragazzi del terzo anno facciano esperienza sull’insegnamento del pattinaggio. E stiamo studiando progetti per il turismo sportivo, affinché seguano altri eventi del genere”.

“Complimenti meritati per la passione e la progettualità – ha detto l’assessore allo sport Fabrizio Rossi – Questi finanziamenti sono un’opportunità da cogliere, considerato che abbiamo molti die nostri cinquanta impianti fatiscenti e da rimodernare. Bisogna pensare in grande e fare un salto di qualità,  a partire da un palazzetto dello sport vero, aperto al pubblico e adatto a tante discipline”.

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