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Sanità d’eccellenza, premiati gli infermieri di Castel del Piano: percorso speciale per i prelievi di sangue dei bambini

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FIRENZE – Si chiama “Alleggeriamo il peso di una lacrima” il progetto della Usl Toscana sud est per migliorare i tempi e le prestazioni nei punti prelievi, per i bambini e i pazienti “fragili”.
Venerdì scorso, si è aggiudicato il primo premio al forum dedicato alla sostenibilità e allo sviluppo nel settore della salute, che si è svolto a Firenze, alla Leopolda, il 22 il 23 settembre. Il premio è stato assegnato nell’ambito della giornata “Lean Leopolda 2016”, da una giuria di esperti provenienti dal mondo scientifico, universitario e sanitario nazionale, su 52 progetti presentati da tutta Italia.

Elaborato dal gruppo infermieristico delle Cure primarie della Zona-distretto Amiata grossetana, sotto la supervisione del direttore dell’Unità operativa Assistenza infermieristica territoriale, Silvia Bellucci, e del coordinatore infermieriestico, Lucia Ciuffoletti, da giugno 2016 è stato avviato nel punto prelievi della Casa della salute di Castedelpiano. In questo primo anno di attività, i risultati sono stati molto postivi in termini di tempi di attesa e di soddisfazione degli utenti, tanto che la Direzione aziendale ha intenzione di estendere questa procedura in tutto il territorio della Usl sud est.
Il progetto, infatti, prevede un sistema di prenotazione e di accesso riservato per i bambini e tutti quei pazienti che necessitano di particolare attenzione nell’esecuzione del prelievo, in un ambulatorio loro dedicato, separato da quello per gli altri utenti e dove è presente anche un’area giochi per i più piccoli.

In sostanza, i familiari dei bambini e gli adulti definiti “fragili” possono prenotare la prestazione telefonicamente, oppure andando all’accoglienza della Casa della salute, anche contestualmente alla prescrizione diagnostica. In questo caso, infatti, si applica il principio “dove si prescrive, si prenota”, su cui la Usl Toscana sud est sta puntando per progetti di miglioramento per l’accesso alle visite e ai servizi diagnostici. L’infermiere prende in carico l’utente, ne valuta i bisogni specifici e fissa l’appuntamento per il prelievo, che verrà così eseguito senza ulteriori aggravi per i pazienti e senza tempi di attesa.

Come spiegano gli operatori che hanno elaborato il progetto, che ha visto la preziosa collaborazione anche dei medici e dei pediatri di famiglia, infatti, “Il prelievo di sangue in questi soggetti può essere molto difficoltoso da eseguire, per le dimensioni dei vasi sanguigni o per il generale stato di salute del paziente. I bambini e le persone fragili possono avere un aumento della sensibilità e risposte prolungate al dolore rispetto alla popolazione ‘adulta’, per cui la procedura nella sala prelievi generale può richiedere più tempo ed essere causa di ritardi e disagio anche per gli altri utenti”.

Soddisfazione è stata espressa dalla Direzione aziendale che si è complimentata con la struttura per i risultati conseguiti e per l’originalità del progetto.

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