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Punteruolo rosso, Minucci «Situazione causata da chi ora grida allarme»

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ORBETELLO – «In questi giorni è salita molto l’attenzione mediatica sullo stato delle palme nel nostro Comune, in merito a ciò l’opposizione aveva promesso di presentare un’interrogazione e si chiedeva cosa stessimo facendo». L’assessore al comune di Orbetello Luca Minucci interviene sul temibile Punteruolo rosso.

«Proprio in relazione a ciò e per rendere partecipi i cittadini dello stato delle cose vorrei analizzare i numeri e la situazione attuale. Premesso che, nei giorni scorsi, abbiamo convocato, in Comune, i fitosanitari e l’azienda che lo scorso ottobre si è aggiudicata il bando – prosegue -, proprio per analizzare le metodologie e i trattamenti svolti sinora, che ricordo dipendono da un bando che è stato preparato e aggiudicato con la passata amministrazione e del quale, purtroppo, non ho potuto occuparmi. Anche per individuare come intensificare il servizio di modo da poter tutelare al massimo il nostro patrimonio palmizio, la nostra amministrazione in merito si è subito dimostrata molto sensibile predisponendo una importante variazione di bilancio che sarà seguita da altre qualora riscontrassimo il bisogno».

«Partiamo dal principio: il servizio, come anticipato in precedenza, è stato affidato a ottobre 2015 e prevede tre trattamenti di irrorazione in chioma e 5 di endoterapia, i quali a nostro avviso non sono sufficienti e non garantiscono la dovuta difesa delle palme. Al momento dell’affidamento, effettuato in grave ritardo in quanto l’insetto aveva già infestato molte di queste piante sono state abbattute a conferma di quanto sostenevo in precedenza, 53 palme,  il 20% dell’intero patrimonio palmizio (stimato in 250 esemplari).  Successivamente da ottobre 2015 a giugno 2016 sono state abbattute altre 40 palme, dimezzandone il loro loro numero totale, inoltre durante gli ultimi sopralluoghi effettuati sono stati individuate altre 17 piante irrimediabilmente colpite e da abbattere».

«Tutto questo per chiarire la situazione che abbiamo ereditato, da chi adesso grida allarme e che se forse avesse svolto il suo compito in maniera più puntuale avrebbe evitato tali drammatici numeri. Siamo comunque a lavoro, grazie anche alla disponibilità e attenzione degli uffici, per poter salvare e arginare quanto più patrimonio palmizio possibile ma per far ciò oltre ai nostri sforzi, che assicuro saranno concreti servirà anche l’aiuto dei privati che devono smaltire, come previsto sia dalla legge, in maniera corretta con operatori certificati e celermente le palme attaccate irrimediabilmente – conclude – altrimenti si rischia veramente di vanificare ogni tipo di azione».

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