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Opposizione «Le compostiere di Roccalbegna inutilizzate da oltre 10 anni. Spreco di denaro»

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ROCCALBEGNA – «Sembra un servizio da Striscia la Notizia, ed invece accade proprio nel nostro comune». Inizia così la nota del gruppo consiliare “Ricostruire in Comune”. «Circa dieci anni fa, il comune di Roccalbegna rientrò in un progetto di acquisto di compostiere ad uso domestico. Da quel momento giacciono incustodite all’esterno del magazzino comunale di Santa Caterina».

«L’acquisto di queste ultime prevedeva in concomitanza l’assunzione a spese del comune (600 euro/mese) di un addetto che vigilasse sul corretto utilizzo delle compostiere, favorendo la diminuzione dei rifiuti indifferenziati in cambio di sconti tariffari – prosegue -. Assunzione che di fatti non fu mai portata avanti. Eppure in teoria, i cittadini, dovutamente informati, possono comunque usufruire di questo bene comune, potendosi garantire uno strumento di compostaggio utile per produrre concime per giardini ed orti, ed al contempo ridurre il proprio carico di rifiuti».

«Le materie plastiche come sappiamo, una volta mischiate a materiale organico, provocano una pericolosa commistione, causa del noto percolato, uno dei liquami più pericolosi e difficili da trattare – afferma l’opposizione -. Si ricorda infatti che i comuni della maremma, tra i quali Roccalbegna, hanno pagato ingenti somme di denaro pubblico proprio per il trattamento postumo di quest’ultimo nella discarica sita in Loc. Strillaie. Si vuole far presente alla cittadinanza che le compostiere sono sempre disponibili, facendone richiesta all’ufficio tecnico del comune, anche se, dopo tutto questo tempo, constatiamo con sconforto che l’involucro esterno si è praticamente cotto a causa dei raggi solari, e risulta essere quindi abbastanza fragile. Questo per noi è un lampante spreco di risorse pubbliche».

«Il comune di Roccalbegna continua intanto ad essere fanalino di coda in Toscana, anche grazie alla mediocri politiche in materia di raccolta differenziata, non riuscendo a scostarsi dalla percentuale del 7%, a cui sembra ormai da anni essere « affezionato », provocando conseguenti tariffe Tari superiori alla media nazionale – si legge ancora -. Da anni, relazionando in consiglio,ci auspichiamo miglioramenti nella gestione dei rifiuti. Sebbene l’amministrazione comunale non sembri intenzionata a riconvertire il proprio obsoleto metodo di raccolta differenziata (basato sulle classiche campane e cassonetti) con un sistema porta a porta, l’unico in grado di garantire percentuali di raccolta differenziata superiori all’ 80%».

«Un esempio calzante è Magliano in Toscana, che trovandosi inizialmente in una situazione analoga a quella rocchigiana, (bassa raccolta differenziata, territorio vasto ed esigua densità di popolazione per km2) ha saputo dare una svolta alla propria politica sui rifiuti riconvertendosi al porta a porta – afferma“Ricostruire in Comune” -, grazie alla forza di volontà della passata amministrazione e della cittadinanza, creando conseguentemente posti di lavoro locali e riduzione dei R.S.U. con conseguenti sgravi in tariffa; risparmiando in modo significativo sulle penali per il non raggiungimento degli obbiettivi minimi di legge, oltre alla diminuzione dei rischi per la salute da inquinamento ambientale e conseguente educazione civica, aumento dei posti auto e decoro urbano scaturiti dall’alienazione dei tradizionali cassonetti. Confidiamo tuttavia che la nostra amministrazione sia in grado di pubblicizzare a dovere le buone pratiche di cui già dispone e di cui speriamo conosca l’esistenza».

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