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Gazebo, l’opposizione attacca «Il “metodo Rossi” provoca danni alla città»

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GROSSETO – Con la regolamentazione dei gazebo è emerso «il volto arrogante della maggioranza». Il commento, all’indomani del consiglio comunale che ha cambiato il regolamento, viene dai consiglieri comunali di opposizione di PD, Lista Mascagni Sindaco e Passione per Grosseto.

«I fatti sono abbastanza noti – proseguono i consiglieri -: l’assessore all’urbanistica Rossi ha imposto un drastico giro di vite sulle strutture a servizio delle attività commerciali (pedane, dehors), con una delibera approvata l’altro ieri in consiglio comunale a colpi di maggioranza. La questione della regolamentazione dei “gazebo” è abbastanza risalente. L’aveva disciplinata la maggioranza di centrodestra con un regolamento del marzo 2006, che però non aveva impedito alla Procura della Repubblica di imbastire processi a tecnici comunali, professionisti e committenti che su quel regolamento avevano realizzato strutture a servizio delle loro attività».

«Provò a porvi rimedio la maggioranza di centrosinistra con una nuova disciplina nell’anno 2011. Che quella disciplina, all’esito di talune successive pronunzie giurisprudenziali, come si legge nella delibera proposta dall’assessore Rossi, necessitasse di aggiornamenti, nessuno lo nega – continua l’opposizione -. Ma il modo con cui queste modifiche sono state letteralmente imposte, rischia di generare gravi danni agli esercizi commerciali, soprattutto del centro storico, e quindi a tutta la città. L’aspetto che maggiormente sconcerta è che una modifica così incisiva ed impattante sul tessuto produttivo della nostra città, già sofferente per la crisi, sia stata portata in consiglio comunale quasi “alla chetichella”».

«Non era forse opportuno confrontarsi prima con le associazioni rappresentative delle categorie economiche interessate – chiede la minoranza di centrosinistra -? Coinvolgere anche la minoranza, nella responsabilità di una decisione così delicata, avrebbe significato forse tradire il mandato elettorale? In passato, il metodo del confronto preventivo ha portato a decisioni ponderate, equilibrate e maggiormente condivise, senza che per questo si rinunciasse alle responsabilità di governo. Come è avvenuto, solo pochi mesi fa, con l’approvazione della variante al Regolamento Urbanistico».

«Sappiamo bene che la questione è delicata, perché occorre tenere insieme da un lato il rispetto della legalità (che sta a cuore anche a noi) e dall’altro l’attenzione alle ragioni del mondo produttivo. L’assessore Rossi, rinunciando a qualsiasi confronto, ha dimenticato completamente le ragioni del mondo produttivo. Noi auspichiamo che il “metodo Rossi” venga prontamente abbandonato dalla maggioranza. Non solo perché c’è differenza tra comandare e governare, ma soprattutto – conclude – perché esso provoca danni alla città».

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