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Dalla Maremma a Stanford: i militari del Savoia in “trasferta” in Gran Bretagna. Ecco le FOTO fotogallery

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GROSSETO – Nella giornata di sabato scorso i cavalieri paracadutisti di Savoia, impiegati nel Regno Unito, sono atterrati all’aeroporto militare di Pisa. Dal 03 al 09 settembre il 1° squadrone “ABBA”, coadiuvato da un’aliquota logistica ed una di comando e controllo, ha partecipato ad una serie di intense attività addestrative presso la Stanford Training Area (Stanta).

L’esercitazione, concepita per incrementare l’interoperabilità con le nazioni partner, implementare la capacità di proiezione strategica e per perfezionare tattiche e procedure, si è sviluppata in coordinazione con il personale dell’Household Cavalry Regiment.

Lo sviluppo dell’esercitazione ha avuto inizio con l’aviolancio effettuato sull’area addestrativa britannica da parte dei cavalieri paracadutisti di “ABBA” che, partiti da Pisa a bordo di un velivolo C-130 della 46^ Aerobrigata, hanno effettuato le operazioni di vestizione di tutto l’equipaggiamento in volo.

A terra, la “pattuglia guida” di Savoia ha coordinato le operazioni con l’equipaggio del velivolo e portato a termine tutte le fasi dell’aviolancio con pieno successo, sfruttando l’occasione per incrementare le già ottime capacità di interoperabilità con assetti aerei dell’Aeronautica Militare Italiana.

Una volta ultimato il riordino del personale, l’unità è stata impiegata in maniera continuativa nella condotta di una serie di attività tattiche per il conseguimento di vari ed importanti obiettivi addestrativi. La ricognizione ed acquisizione di un obiettivo, nello specifico, una posizione di insorti, è stata condotta con la paritetica unità alleata, consolidando le professionalità nell’ambito della Reconnaissance Survaillance and Target Acquisition (RSTA), L’attività ha avuto l’epilogo con la neutralizzazione della postazione stessa impiegando procedure di combattimento nei centri abitati e sfruttando appieno le opportunità offerte dall’area addestrativa inglese di Stanford.

Prima di imbarcarsi per il rientro, tutto il personale ha ricevuto i complimenti da parte dei commilitoni dell’omologo reparto anglosassone per la professionalità dimostrata da tutte le componenti del reggimento intervenute per questo breve ma intenso periodo di attività. Il livello addestrativo raggiunto sottolinea l’integrazione di Savoia nei ranghi delle aviotruppe ed il consolidamento del processo di trasformazione del reggimento quale unità paracadutisti alle dipendenze della Brigata paracadutisti “Folgore”.

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