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Scoccati «Il Pd garda al futuro: intolleranza, razzismo e fascismo li lasciamo ad altri»

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GROSSETO – «Anche in questa città le realtà che si richiamano più o meno apertamente al fascismo sono tornate a galla e si sono convinte che finalmente (per loro) sia cambiato il clima. Beh, non è affatto cambiato» a parlare è il consigliere comunale del Pd Catiuscia Scoccati.

«A Grosseto siamo per le regole da rispettare da parte di tutti, a partire dai migranti che ospitiamo, ma non siamo per la prevaricazione e per l’odio che, invece, lasciamo ad altri. Il Pd guarda al futuro e non a soggetti rimasti al ventesimo secolo e che predicano intolleranza, muri e paure generando solo nuovo odio, ulteriori incomprensioni e, quindi, sostanziale insicurezza».

«Centinaia di migliaia di persone in fuga da guerre e persecuzioni affollano disperate le nostre coste e alcune parti politiche che proprio non riescono a mascherare la propria matrice “culturale” offrono uno spettacolo inqualificabile – prosegue Scoccati -. Anche a Grosseto si sottovaluta, ci si divide tra chi parla di invasione di criminali e chi invece ragiona e comprende come l’accoglienza seria, nelle regole e inclusiva (come la precedente amministrazione ha dimostrato con l’impegno di molti volontari in azioni di pubblica utilità che parte dell’attuale maggioranza non riesce proprio a sopportare) sia la migliore risposta all’emergenza e alle pericolose conseguenze di un disagio sociale crescente».

«Certo che servono maggiori risorse nazionali e che un Comune e il suo tessuto associativo non ce la possono fare da soli, né si possono accogliere persone all’infinito ma solo chi rifugge dal qualunquismo e dall’ignoranza di chi teme tutte le diversità può affrontare lucidamente una emergenza di tali dimensioni. Parlare di invasione (quando solo il 10% degli stranieri resta in Italia) è sbagliato, ipotizzare muri e linee invalicabili in mare è prima inumano che ingenuo, confondere tutti i migranti e conteggiare le spese per l’intera filiera dell’accoglienza come fossero un assegno quotidiano in mano ad un “clandestino” è invece disonesto – conclude -, visto che al migrante vanno 2,5 euro e che sono fondi in larga parte europei».

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