Il Giunco.net - Notizie in tempo reale, news in Maremma di cronaca, politica, economia, sport, cultura, spettacolo, eventi ...

Trenitalia taglia lo scalo merci di Grosseto: a rischio 29 lavoratori

GROSSETO – La chiusura del comparto cargo, lo scalo merci della stazione di Grosseto, potrebbe essere l’ennesimo colpo ad una provincia che, nel settore trasporti, ha già subito sin troppi tagli e ritardi. A lanciare l’allarme è la Filt Cgil, che denuncia come il piano di Trenitalia porterebbe al trasferimento o alla perdita di lavoro per 29 macchinisti.

«Si tratta di personale altamente specializzato, a cui si sta chiedendo un trasferimento lavorativo da Grosseto a Roma – affermano dalla Cgil -. Una perdita di posti di lavoro che la Maremma non può permettersi. È già stato chiuso il deposito, questo è uno scalo che funziona e che lavora, l’azienda ci ha chiesto di rinunciare alle ferie proprio per coprire i turni».

Non si tratta dunque di uno scalo improduttivo, anzi, come sottolinea Fabrizio Gambelli della Filt Cgil «si tratta forse dello scalo più produttivo d’Italia secondo quanto emerge dai dati aziendali. Credo che i ferrovieri di Grosseto abbiano già dato per la ristrutturazione di Trenitalia. Faremo di tutto perché l’impianto non venga chiuso. I lavoratori hanno dato la loro disponibilità alla flessibilità oraria che avrebbe portato a una maggior produttività e al risparmio per l’azienda. Trenitalia prima ha svenduto gli immobili e ora sta cercando di far cassa chiudendo la sezione cargo».

Quello che preoccupa i sindacati, ovviamente, se l’azienda vorrà andare avanti, è la ricollocazione sul territorio di 29 dipendenti (sono 31 in totale ma due andranno in pensione), altamente specializzati, che altrimenti sarebbero costretti a trasferirsi a Roma.

«Dall’Unione Europea le nuove linee guida parlano di ecobonus incentivi per le aziende che scelgono trasporti non inquinanti, su ferro – afferma Filippo Del Duca della Filt Cgil Livorno -. Per la prima volta in Italia si ragiona di un ritorno agli investimenti che riattiveranno il trasporto ferroviario. Potrebbe esserci un incremento di questo tipo di trasporti e Trenitalia decide di rinunciare a 29 macchinisti, il 25% della forza lavoro cargo regionale».

Quello di Grosseto non è l’unico impianto a rischio chiusura, ci sono anche quelli di Firenze e Pisa, mentre Livorno e Chiusi resterebbero come scali d’appoggio. «Non è neppure chiaro quale sarebbe il risparmio per l’azienda» sottolinea Giuseppe Consiglio delle Rsu. I tagli dovrebbero partire tra l’altro già da settembre. «Se in questa provincia si continua a perdere posti così rischiamo un declino sociale ed economico – puntualizza Claudio Renzetti segretario provinciale Cgil -. Io credo che la politica del territorio debba chiedere la sospensione provvedimento è attivare un tavolo di confronto per capire la ratio di questa scelta perché sembra un provvedimento punitivo. Per questo chiamiamo in causa il sindaco come anche il consigliere regionale e i parlamentari di riferimento del territorio».

«La divisione cargo vive da anni su una ristrutturazione perenne. E l’età media dei lavoratori lo testimonia – afferma ancora Marco Chiellini della segreteria regionale -. Una motivazione di questa scelta non ci è stata data se non che è una scelta aziendale. La Toscana sarà una delle regioni più penalizzate nonostante la strategicità».

«Il bilancio di Trenitalia divisione Cargo non si risana con interventi spot – afferma ancora Consiglio – si risanerebbe investendo negli scali merci e nei presidi di condotta come Grosseto, mentre invece se ne chiudono 65. Sarebbero necessari investimenti sul materiale rotabile e invece si riducono le locomotive. E invece che favorire il cambio generazionale è previsto un taglio di olytre 1000 dipendenti, nonostante il bilancio di Fs si chiuda con un utile di 464 milio i di euro». I sindacati hanno già chiesto due incontri all’azienda che però al momento non ha risposto.

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di Il Giunco.net, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.