I Maremmani nel Mondo: Matteo da Boston a Zurigo, ma già pensa a Barcellona

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ZURIGO – Matteo Felicioni 25 anni di Grosseto vive a Zurigo dove lavora come Junior Marketing Manager.

E’ la tua prima esperienza all’estero?
No. Mentre studiavo economia aziendale e management alla Bocconi di Milano, grazie ad uno scambio universitario ho avuto la possibilità di studiare sei mesi presso il Babson College di Boston negli USA, dove ho visto da vicino i luoghi di progettazione e produzione di Start-up, questo mi ha cambiato la vita e fatto capire che volevo lavorare in un contesto internazionale. Dopo essere rientrato per la laurea triennale decido di proseguire in Bocconi con una specialistica che prevedeva comunque un periodo all’estero, che stavolta sarebbero stati sei mesi a Melbourne in Australia. Dove poi sono andato.

Come sei arrivato a Zurigo?
Prima di partire per l’Australia ho partecipato ad un programma che mette in contatto i laureandi con le aziende di tutto il mondo e durante uno di questi meeting ho conosciuto l’Head of Marketing di Swarovski, a cui è piaciuto molto il mio lavoro e mi ha chiesto di mandargli il mio cv. Quando mi ha risposto, mi ha proposto di andare a Zurigo per firmare un contratto di internship in comunicazione e marketing nel HQ di Swarovski, ovviamente ho accettato subito e sono partito. Dopo l’internship mi hanno proposto un contratto a tempo indeterminato come Junior Manager lasciandomi comunque partire per il mio periodo di studio in Australia. Al mio ritorno nel 2015 sono rientrato regolarmente in azienda dove adesso lavoro da più di un anno.

Come ti trovi?
La Svizzera, in particolare Zurigo, è una realtà molto diversa non solo dalla Maremma, anche da Boston o dall’Australia. Nonostante sia una città internazionale è piuttosto chiusa e legata alle proprie tradizioni, e non è sempre facile stringere relazioni sociali al di fuori degli ambienti internazionali. Per me è ancora difficile abituarmi alla diversità delle piccole abitudini quotidiane come cenare ad orari quasi pomeridiani e alla lingua tedesca che non è affatto facile. Il frequente maltempo poi non aiuta… Lavorativamente però non posso lamentarmi, lavoro con persone di tutto il mondo facendo quello che mi piace, ma so che a lungo andare il ruolo o il salario non possono essere le uniche cose che ti legano ad un luogo, la vita è fatta anche di altro.

Dove vivresti?
Ultimamente sto lavorando spesso con la Spagna che mi piace molto. Vivrei volentieri a Barcellona, è una città cosmopolita e più accogliente nelle dinamiche sociali, con molto sole…

Finora hai lavorato sempre all’ estero, pensi mai ad aziende italiane?
Si certo, ma per ora non lo vedo possibile.

Perché?
Per esercitare la mia professione devo lavorare con aziende internazionali e molte aziende in Italia mancano di internazionalizzazione. Anche solo il fatto che la padronanza dell’inglese non sia ancora diffusa nelle nostre aziende, ci rende meno competitivi all’estero e porta i giovani professionisti italiani e internazionali a guardare altrove. Inoltre la maggior parte delle aziende italiane ancora dà pochissima credibilità professionale ai giovani, sia in materia di responsabilità che di retribuzione, si fa carriera molto lentamente e questo non solo demotiva ma rallenta il turnover di tutto il sistema rendendolo sempre meno attraente per I nuovi professionisti.

Cosa ti manca della Maremma?
Dopo la mia famiglia la nostalgia per il mare è la più forte. Mi manca poterlo vedere e sentirne il profumo ogni volta che voglio come quando sono in Maremma.

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