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Popolare di Vicenza, fallito il tentativo di mediazione: «Ora si va in tribunale»

Ai primi sei risparmiatori grossetani assistiti da Confconsumatori non è stato offerto dalla banca alcun risarcimento per le azioni crollate

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GROSSETO – E’ fallito il tentativo di mediazione tenuto oggi (giovedì 23 giugno) dinanzi all’organismo di conciliazione e arbitrato alla Camera di commercio di Grosseto tra la Banca Popolare di Vicenza e sei risparmiatori grossetani, assistiti da Confconsumatori, che avevano acquistato un pacchetto di azioni dell’istituto bancario. Azioni il cui valore era di 62,50 euro ciascuna al momento dell’acquisto, sceso poi a 10 centesimi. La banca non ha presentato ai sei azionisti grossetani, ognuno dei quali titolare di un pacchetto minimo di 100 titoli acquistato a 6.250 euro, alcuna offerta economica.

«La banca è comparsa a mezzo Skype tramite suoi funzionari – dice l’avvocato Marco Festelli di Confconsumatori – e ha ritenuto che il comportamento tenuto nella vendita delle azioni fosse corretto: di conseguenza non ha offerto alcun ristoro economico ai sei risparmiatori grossetani. A questo punto Confconsumatori, stanti le palesi ipotesi di nullità dei contratti di mutuo per violazione delle norme del Testo unico sull’intermediazione finanziaria, suggerisce a tutti i titolari delle azioni di ricorrere all’autorità giudiziaria».

In Toscana si contano almeno undicimila azionisti di Banca popolare di Vicenza, con un pacchetto minimo di almeno 6.250 euro, e Confconsumatori Grosseto sta già assistendo nove risparmiatori grossetani indotti a comprare azioni per ottenere condizioni più favorevoli su altre operazioni bancarie. Si erano rivolti alla banca per chiedere un mutuo e sono stati indotti a diventarne soci. Non solo: a chi non aveva il denaro necessario ad acquistare quelle azioni è stato proposto un mutuo al tasso agevolato dell’1% annuo e oggi gli stessi azionisti continuano a pagare rate per titoli che valgono zero e sono invendibili.

La banca, infatti, aveva tentato di quotarsi in Borsa ma il mercato ha bocciato l’operazione e il fallimento di Bpvi è stato evitato solo grazie all’intervento del Fondo Atlante: la conseguenza, però, è stata il crollo del valore dei titoli azionari.

La Corte di Cassazione, con la sentenza 19559 del 30 settembre 2015, ha decretato la nullità dei mutui erogati dalla banca con l’unica finalità di cedere prodotti finanziari propri. E ora della vicenda si occuperà l’autorità giudiziaria.

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