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Grosseto celebra la liberazione, la città ricorda i partigiani caduti

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GROSSETO – Una cerimonia per la commemorazione della Liberazione della Città di Grosseto, avvenuta tra il 14 e il 15 giugno 1944. A distanza di 71 anni dall’evento il sindaco di Grosseto e i presidenti provinciale e comunale dell’Anpi (Associazione nazionale Partigiani d’Italia).

«Importante portare avanti questa iniziativa – dice Emilio Bonifazi -, è un ricordo che facciamo assieme all’Anpi, come elemento fondante della nostra cittadina». «E’ la quarta volta che come sezione comunale dell’Anpi ci riuniamo per celebrare la liberazione – aggiunge il presidente Giuseppe Corlito -. Siamo qui per ricordare i sei caduti di Porta Vecchia, ovvero Elvio Palazzoli, Renato Ginanneschi, Paolo Santucci e Luigi Falciani di Grosseto, assieme ad Agostino Sargenti di Sinalunga e Giuseppe Cennini di Pomarance, tutti partigiani uccisi dai soldati tedeschi nei giorni della liberazione di Grosseto. Il pericolo è alle porte in tutta Europa, e non possiamo pensare che il fascismo sia finito. Questo Paese poi, non ha ancora fatto i conti fino in fondo con il fascismo».

«Il 14 giugno è una data molto significativa per il nostro territorio – precisa Francesca Lanza in rappresentanza degli studenti medi -. Se ci troviamo oggi per ricordare è la dimostrazione che il muro dell’indifferenza può e deve essere abbattuto».

La storia riporta che nella notte tra il 14 e il 15 giugno del 1944, alcune formazioni della Brigata garibaldina arrivarono dalle montagne della provincia di Grosseto fino alla città e occuparono le principali sedi istituzionali, come il municipio, la prefettura e la questura. La mattina del 15 giugno liberarono il capoluogo dai fascisti, scontrandosi con una colonna di tedeschi che si ritirava verso nord. Nello scontro, avvenuto vicino ai bastioni di Porta Vecchia, morirono sei uomini. Il giorno dopo, ovvero il 16 giugno, le truppe alleate entrarono nel capoluogo già liberato.

Successivamente è stata deposta una corona d’alloro presso la lapide delle vittime cadute a Porta Vecchia nell’ultimo scontro con i nazisti. A conclusione della giornata il Coro Polifonico “I Rosolacci” ha eseguito alcuni canti popolari che hanno segnato la storia italiana, dalla sua unificazione alla nascita della Repubblica.

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