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«Il Lago rischia di morire» L’associazione lancia l’allarme «Troppa poca acqua»

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MAGLIANO IN TOSCANA – «Le carpe, i persici, i lucci, le tinche del lago di Poggio Perotto rischiano di morire». A lanciare l’allarme è il gruppo “Amici del lago” che si dice preoccupato per l’abbassamento delle acque a causa dei lavori alla diga.

«Nel comune di Magliano in Toscana si trova il lago più bello e grande della Maremma che ospita molte specie ittiche come carpe, persici trota, triotti e alcune protette ormai rare come il luccio italico la tinca, uccelli e animali – affermano dall’associazione -: praticamente un paradiso. A causa di interventi di manutenzione appena iniziati alle chiuse della diga il livello dell’acqua è stato abbassato notevolmente, attualmente il punto più profondo è di sei metri di acqua quindi parliamo di un fondale che va da zero a sei metri concentrati nella zona vicina alla diga» (nella foto sotto il lago a pieno regime).

Lago Poggio Perotto

«Il lago potrebbe ospitare altri sei metri di acqua se non fosse per il fango (che da tempo non viene tolto dall’area di decantazione del limo) depositato nel fondale che – continuano – per l’appunto ha raggiunto quota 6 metri ed è diventato molto pericoloso perché è privo di ossigeno ed è andato in putrefazione portando già alla morte decine e decine di alberi all’inizio del lago dove avvenivano le maggiori nidificazioni dei volatili».

«Nei primi di maggio il condotto che viene aperto e l’acqua utilizzata per irrigare i terreni a valle (posti in località San Donato), quindi il livello delle acque continuerà a scendere finché non arriverà a quota 3-4 metri permettendo all’ossigeno di entrare in contatto con il fango/limo depositato nel fondale dando vita a dei Gas mortali che faranno morire la quasi totalità della fauna ittica. Nel mese di marzo sono stati avvertiti gli organi competenti che hanno escluso i rischi prospettati visto che i lavori sarebbero terminati e che il lago si starebbe riempiendo, gli addetti ai lavori – conclude l’associazione – hanno però riferito che saranno necessari almeno altri due mesi».

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