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Quarant’anni di lotte e ricordi: il murales della Casa del Popolo tra arte e storia

GAVVORANO – Sembra che sia stato dipinto ieri e invece sono passati 40 anni da quando un gruppo di giovani artisti, di nome Brigata Gramsci, per tre giorni dal 15 al 18 giugno 1979, con pennelli e colori produssero un murales alla Casa del Popolo di Bagno di Gavorrano.

Il murales, che nei giorni scorsi ha festeggiato i suoi primi “anta”, dopo tanti anni non ha perso niente della sua vivacità, del suo fascino. E significato. Certo, in quattro decenni molte cose sono cambiate, le miniere rappresentate sono state chiuse, il mondo politico-sociale ha rivisto rivoluzioni e cambiamenti, equilibri sociali sono stati trovati e ripersi e gli anni di piombo ormai si trovano nei libri di storia.

Perfino i ragazzi del gruppo Gramsci stesso, ormai sono adulti con figli e nipoti, ma come si addice a un’opera d’arte, lei resta lì a osservare i suoi successori senza subire mutamenti. E i ricordi rappresentati sul murales? La strage di Niccioleta, il dramma di Ribolla e la lotta dei cinque mesi, solo storia? Non alla Casa del Popolo dove sono ricordi sempre vivi.

“Avevo sette anni – come ricorda David Cambri, il fratello di Leonardo, uno degli artisti – ma ho una bella collezione di ricordi da quei giorni, come di pochi altri eventi di quel periodo: un pranzo a casa che eravamo strettissimi, due tiri al pallone sotto ai pini e io con la brigata alla Casa del Popolo intorno a loro che dipingevano. Erano mitici per me, nel senso della parola.”

L’idea era nata un po’ per caso, come spesso succede ai momenti memorabili. Leonardo, nato e cresciuto a Gavorrano ma originario di Urbino, dove la Brigata era nata (oltre a Gavorrano esistono infatti altri due murales simili a Urbino e Forlì) ha radunato gli amici Patrizia, Stefano, Riccardo, Gianfranco, Francesco, Leonardo, Tiberio, Rolando e Giovanni, tutti giovani, tutti pieni di voglia di cambiare, di opporsi, di lasciare un segno.

In occasione dell’anniversario gli amici si sono ritrovati seguendo l’invito di Alessandro Fabbrizzi, presidente di Arciprogress che ha sede alla Casa del Popolo e che ha curato l’evento sabato scorso per questa commemorazione storica.

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