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Licenziato ingiustamente da Enegan: il giudice lo reintegra al lavoro

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GROSSETO – «Ragiono meglio io di chi ha il doppio dei miei anni» così un dipendente della Enegan si è rivolto al proprio datore di lavoro aggiungendo altre frasi che sono state considerate denigratorie e offensive. E per questo motivo l’uomo, Gabriele Sicilia, con contratto a tempo indeterminato con le mansioni di “addetto al servizio assistenza legale e contenzioso” è stato licenziato “per giusta causa perché durante l’assemblea si sarebbe rivolto in modo estremamente offensivo ed ingiurioso nei confronti dell’amministratore”.

La notizia viene dallo Studio legale dell’avvocato Alessandro Antichi che ha seguito la causa sino alla disposizione, da parte del tribunale, di reintegrare il dipendente. Secondo lo studio legale il licenziamento era invece illegittimo e ingiusto in quanto sarebbe venuta a mancare la giusta causa.

Il giudice del lavoro, Marco Mezzaluna, ha accolto il ricorso dichiarando illegittimo il licenziamento e condannando Enegan al reintegro del posto di lavoro oltre al risarcimento del danno. Per il giudice il licenziamento era illegittimo oltre che privo di giustificazione poiché «nelle frasi pronunciate dal dipendente non poteva ravvisarsi alcun intento denigratorio o volontà di insubordinazione al datore di lavoro».

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