Mense scolastiche, il M5S: «Serve urgente passo in avanti su dieta e salute»

AMIATA – «La situazione delle mense scolastiche dell’area amiatina, cioè il cibo che i nostri giovani e giovanissimi mangiano quotidianamente a cura dell’istituzione, a quanto risulta da una relazione presentata da Guelfo Magrini, membro della commissione mense scolastiche dell’Unione Comuni, relativa alla scuola primaria di Seggiano, non appare ancora sufficientemente garantista di una dieta sana e priva di contaminanti di origine chimica o geneticamente modificata».

«E’ oramai accertato da statistiche quotidiane che la maggior parte degli alimenti di origine vegetale siano contaminati da dosi di pesticidi fuori norma e è risaputo che le carni consumate contengono dosi massicce di antibiotici e molecole geneticamente modificate, dato che l’industria mangimistica si serve all’80% da colture transgeniche. L’area amiatina, per giunta, è sottoposta al grave rischio ambientale causato dalla pessima gestione delle risorse geotermiche, rischio che si traduce nel tasso di mortalità per tumori del 13% superiore alle zone limitrofe non interessate dal fenomeno e dal suo sfruttamento».

«A causa di questa vera e propria emergenza alimentare, il Coordinamento Amiata e il futuro a 5 stelle, a difesa della salute dei cittadini di oggi e soprattutto di domani, fa appello alle istituzioni locali e agli addetti ai lavori affinché si adoperino, in concerto con i cittadini genitori e utenti del servizio mensa, a sostanziali miglioramenti della dieta e accelerino la conversione biologica degli acquisti di derrate.
– concludono -. Nella riunione del 26 maggio tra genitori e i loro rappresentanti nella commissione mensa, Riccardo Bargagli e Guelfo Magrini, è stata rinnovata la proposta, già da tempo avanzata da parte del comitato dei genitori della scuola materna e primaria di Seggiano, di dotare la scuola di un impianto di depurazione delle acque destinate a cottura e consumo diretto degli alunni e del corpo insegnante, a causa delle sempre troppo elevate concentrazioni di metalli e veleni nelle acque nonché di predisporre per il personale di cucina brevi corsi d’aggiornamento per far fronte alle esigenze emergenti di diete alternative. Per l’impianto di depurazione si richiede uno sponsor».

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