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Follonica

Recupero dell’ex Ilva: «Eccellenti risultati, ma occorre insistere sulle risorse»

Ex Ilva Follonica

FOLLONICA – «Il recupero dell’area ex Ilva, che ha già prodotto eccellenti risultati, deve proseguire perché è un tema strategico per la città. L’accordo con la Scuola Normale di Pisa ed il CNR cui il Comune sta lavorando apre scenari importanti sia per il pieno utilizzo delle strutture realizzate, oltre il Teatro, cioè l’officina cilindri e la fonderia 1: si delineano prospettive che collegano lavoro, cultura e ricerca, potranno offrire occasioni sia nel settore agricolo, sui temi alimentari, sui beni culturali e l’innovazione tecnologica». Questo l’intervento di Francesco Aquino, capogruppo di Socialismo e Autonomie e di Ettore Chirici, capogruppo di Gente di Follonica.

«Per proseguire nel totale recupero dell’intera area, destinata a tante possibili funzioni, compresa la residenza, occorrono ancora tante risorse. Al momento non ci sono; si tratta di insistere con la Regione, verificare altri possibili contributi, trovare altre strade di rispetto ad un sistema come quello PIUSS (bandi specifici, crowdfounding – cioè il finanziamento liberale su piattaforme web per progetti -, privati, introiti dalle attività) – dicono -Ciò non significa che, allora, ci si debba fermare: forse è il momento di procedere ad interventi più contenuti, ma non per questo meno importanti, affinché l’Ilva sia frequentata e vissuta, dai cittadini e dai turisti, e collegata al Parco centrale».

«Alcuni esempi: organizzare con semplice segnaletica un percorso ciclabile e pedonale unitario che attraversi e colleghi le due aree, ripristinando la vecchia porta in prossimità del carbonile, sul Parco della Rimembranza all’altezza del ponte pedonale appena realizzato; curare la pulizia e la manutenzione del verde (togliere le “erbacce”, necessità che i recenti incendi rendono urgente); programmare l’installazione dell’illuminazione; creare i percorsi della “storia e della memoria”, con la cartellonistica storico culturale e la segnaletica; non è necessario accedere dentro edifici o spazi pericolosi, ma potersi avvicinare, sapere cosa sono stati, quale era il percorso delle acque, ecc.; organizzare un circuito di visita in tutta l’area, compreso l’accesso agli edifici recuperati ed al Palazzo Granducale (col relativo giardino), formando allo scopo guide turistiche».

«Si tratta di destinare ogni anno una quota di spesa, contenuta, recuperabile da altre voci, ma che dia continuità a questi interventi. Un tema fondamentale è quello delle piazze, per le quali qualche anno fa c’è stato un concorso di idee. Ripartiamo da questo per due motivi: primo, i concorsi di idee o non si fanno o non si assegnano; se, invece, come in questo caso, c’è un vincitore, l’esito deve avere un seguito (tanto più che ha avuto già dei costi significativi); secondo, evitiamo inutili sprechi (anche se affidassimo la progettazione internamente sarebbero comunque risorse impegnate). Non abbiamo le risorse per fare entrambe le piazze, ci sono aspetti da rivedere nel progetto? Nulla impedisce, anzi, è normale, confrontarsi con i progettisti e definire correzioni ed aggiustamenti – concludono -. Il Piuss ed il vinto bando per le scuole ci dimostrano che avendo progetti possiamo cogliere le occasioni di finanziamento».

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