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Confcommercio «La legge regionale sulle concessioni demaniali è peggio della Bolkestein»

GROSSETO – “Siamo scontenti, feriti, indignati del ‘regalo’ fatto dalla Regione Toscana, che di fronte alla catastrofe della direttiva Bolkestein per le imprese balneari, non ha saputo fare altro che anticiparla, andando alle aste prima del termine previsto”. Così interviene sulla nuova legge regionale sulle concessioni demaniali marittime Enrico Franceschelli, presidente Balneari Confcommercio Grosseto a nome degli imprenditori del settore che rappresenta sul territorio. In questi giorni si sono svolti vari incontri tra l’associazione di categoria e gli operatori, e l’opinione è unanime ed inappellabile.

“Questa legge che la Regione ha avuto il coraggio di approvare – spiegano dalla Confcommercio – ci lascia spiazzati. Nei confronti di questa nuova misura, che abbiamo letto nei dettagli con i nostri associati, non abbiamo riscontrato nessun aspetto positivo né migliorativo. Anzi, forse non potevamo aspettarci di peggio”. In particolare, lasciano di stucco le procedure comparative previste, che non sono altro che le evidenze pubbliche della Bolkestein».

«Sconcerta il metodo, vale a dire l’“imposizione” che arriva dall’alto (della Regione) a fare dei nuovi ed ingenti investimenti sulle strutture come unica modalità per mantenere le concessioni demaniali, senza tenere conto delle reali necessità di un imprenditore balneare, che magari gli investimenti li ha fatti a suo tempo – prosegue la nota -. E’ il caso della provincia di Grosseto dove, come è noto, i “bagnetti” sono quasi tutti rimodernati, e questo significa che gli imprenditori hanno già compiuto degli ingenti sforzi economici, che non è affatto detto che potranno essere riconosciuti”.

“Nel caso in cui si perda la concessione, ci sarà un indennizzo, ci viene detto – spiegano dalla Confcommercio – però questo non ci solleva, non solo perché potrebbe non corrispondere ad un recupero effettivo degli investimenti fatti, ma soprattutto perché nessuno dei nostri associati vuole perdere il suo lavoro, la sua attività, il suo stabilimento, frutto di anni, di serietà, di sacrifici”.

In Toscana attualmente ci sono 944 stabilimenti balneari, che impiegano 10.425 persone tra gestori e dipendenti. Questo, per l’associazione di categoria, rischia di scomparire in pochi anni, aprendo il bando alle multinazionali estere, che oltretutto spesso non pagano le tasse dove realizzano i propri profitti. E’ questo il problema della direttiva Bolkestein, che a detta di molti sottende una volontà da parte dei grandi gruppi internazionali di mettere le mani su un patrimonio tutto italiano.

“Questa non è la tutela della piccola imprenditoria che noi ci aspettavamo dalla nostra amministrazione regionale, e siamo sconcertati anche dalle parole del consigliere regionale Leonardo Marras, il quale dovrebbe conoscere la nostra realtà e difendere il nostro sistema economico – continuano dalla Confcommercio di Grosseto – Questa legge che ci troviamo approvata, senza consultare davvero le categorie, è più pericolosa della Bolkestein. Ed arriva proprio quando a livello nazionale si stavano trovando delle soluzioni, così almeno sarebbe nell’agenda del Governo, per dare una risposta forte all’Europa, imponendosi per una proroga delle concessioni attuali per almeno 30 anni, come hanno fatti altri Paesi europei quali Spagna e Portogallo.

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