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Vivarelli: «senza province, lavoratori a rischio. Vogliono privatizzare i servizi»

GROSSETO – «Le Province non esisteranno più, o forse sì, non sappiamo, ma di certo, mentre probabilmente le cariche come Presidente ed altre continueranno probabilmente ad esistere, è certo che molti dei lavoratori delle province saranno mandati a casa senza tanti complimenti. Un altro attacco dello Stato italiano contro la popolazione toscana». A parlare così è Carlo Vivarelli, candidato sindaco di Toscana Stato, la lista del movimento indipendentista toscano.

«A Grosseto i lavoratori che rischiano il posto sono più di 200: un numero enorme. La logica è ferrea: secondo lo Stato italiano i servizi pubblici sono equiparabili allo sterco, e solo il privato funziona, così come mirabilmente comprovato dalla vicenda degli abusi nell’asilo di Grosseto. E’ del tutto evidente che non è vero niente, che è solo una mossa per privatizzare i pochi servizi pubblici rimasti: la popolazione, purtroppo, sta cadendo in questo giochino criminale in modo completo. Lo Stato italiano sta distruggendo la democrazia: svuotando i Comuni di competenze e privatizzandole, togliendo il Senato elettivo, con il progetto di accorpare le Regioni e con l’azione criminale di accorpare i Comuni, azione già in atto, con una Legge elettorale a venire che consentirà a tre persone di nominare, da casa propria, i componenti della restante, unica, praticamente inutile Camera parlamentare. Con la prospettiva di un Trattato (ad oggi incredibilmente segreto) di Libero Scambio con gli USA che distruggerà del tutto gran parte della sovranità dello Stato italiano devolvendola, come si conviene ad una colonia, alle corti di giustizia statunitensi: un atto questo di deliberata follia. L’esempio ormai storico della immonda privatizzazione del servizio di gestione dell’acqua, con la conseguente azione di ignorare del tutto i risultati del referendum sull’acqua, vinto dalla popolazione, di cui lo Stato ha fatto carta da toilette, ci illustra bene le reali intenzioni dello Stato italiano: favorire una serie di bande private che spolperanno tutti i servizi pubblici».

«I lavoratori della Provincia di Grosseto dal 31 Dicembre 2016 saranno probabilmente messi in una sorta di mobilità per due anni, poi arriverà il più che probabile licenziamento o una precarizzazione neoschiavistica in qualche azienda protocaporalante. Ci opponiamo nella maniera più ferma a questo delirio. Innanzi tutto chiediamo il blocco immediato delle procedure di licenziamento di questi lavoratori: lo Stato italiano li ha assunti, e li deve mantenere nel suo organico. Chiediamo inoltre da parte delle autorità un’azione immediata, definitiva e risolutiva contro gli stranieri, con la loro espulsione, che vivono in Maremma e che non possono dimostrare né la loro effettiva identità, né il loro effettivo reddito, né come si mantengano con uno stile di vita chiaramente non consono a non comprovabili entrate economiche, che dunque sono di origine chiaramente illegale, vedi su tutte le dimensioni legate a quella del caporalato agricolo. In Maremma ci sono 30.000 disoccupati e circa un uguale numero di stranieri impiegati in Maremma che distruggono il nostro tessuto produttivo. Essi se ne devono andare: questa terra è la nostra terra. Chiediamo inoltre un’azione da parte delle amministrazioni per favorire l’espulsione di quei lavoratori stranieri impiegati nelle amministrazioni stesse: i lavoratori e le lavoratrici toscani e toscane devono assolutamente avere la precedenza negli uffici comunali, negli ospedali ed in qualsiasi organo dell’amministrazione pubblica».

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