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Allarme voucher, la Cgil denuncia: «nel turismo troppi precari, è un’emergenza»

«Già decine di stagionali del turismo si sono rivolti preoccupati alla Cgil: non saranno più assunti a tempo determinato, ma verranno pagati con i voucher. Ultra precarizzato un comparto che da noi dà lavoro a migliaia di persone»

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GROSSETO – Emergenza lavoro nel settore del turismo. Troppi precari e nessuna assunzione a tempo determinato, ma ricorso ai voucher per pagare i lavoratori stagionali. Una situazione che viene monitorata dalla Cgil e che preoccupa il sindacato.

«Da qualche settimana a questa parte – spiega il segretario generale della Cgil, Claudio Renzetti – i nostri uffici hanno ricevuto alcune decine di lavoratori del comparto dei servizi turistici preoccupati del fatto che quest’estate non saranno assunti come negli anni scorsi con contratti a tempo determinato, ma saranno pagati con i voucher. Senza avere più la possibilità, oltretutto, di ottenere l’indennità di disoccupazione».

«In un’intervista a Radio Capital di lunedì, è lo stesso presidente dell’Inps, Tito Boeri, a ratificare autorevolmente che i voucher “nati per regolarizzare il lavoro accessorio, creare opportunità di lavoro e integrazione per le fasce più marginali del mercato del lavoro, hanno avuto uno sviluppo diverso”, specificando che in alcuni casi “abbiamo una precarizzazione evidente, con lavoratori a tempo indeterminato o determinato che adesso hanno i voucher”. E che rispetto all’emersione del nero, “si vedono poche persone che prima non lavoravano che di colpo prendono voucher”».

«La Cgil lo dice sin dall’inizio, e oggi, sulla base degli oltre 500.000 tagliandi venduti in provincia di Grosseto nel 2015, non è difficile comprendere la vastità dell’impoverimento che diverse migliaia di lavoratori stagionali saranno quest’estate costretti a subire in termini di retribuzione. Con un tetto retributivo di 7500 Euro/anno, inoltre, è evidente che il ricorso ai voucher ha anche l’obiettivo di coprire una fetta di retribuzione erogata al nero. Che elude imposizione fiscale e versamenti contributivi».

«Fra l’altro, a questo proposito, c’è un problema sottovalutato: come ha spiegato lo stesso Boeri rimane piuttosto basso il livello dei contributi, circa 150 milioni, equivalente lo 0.2% dei contributi totali dei lavoratori dipendenti. A fronte dell’8% di lavoratori che percepiscono voucher, quello che viene versato all’Inps a titolo di contributi è molto meno di quello che si potrebbe pensare alla luce del numero delle persone coinvolte».

«In questi giorni – conclude Renzetti – la Cgil sta raccogliendo le firme per la proposta di legge d’iniziativa popolare relativa alla Carta dei diritti universali del lavoro, ma in anche quelle per proporre il referendum abrogativo della normativa sui voucher. Lavoratori, disoccupati e pensionati hanno quindi uno strumento per combattere e sconfiggere la pericolosissima deriva della precarizzazione del lavoro, di cui i voucher sono uno degli emblemi. Mi auguro lo utilizzino fino in fondo, firmando ai nostri banchetti. L’obiettivo è costringere il Governo a cambiare radicalmente impostazione».

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