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Unioni civili, Mascagni «Non sono contrario. Chigiotti dice cose false per giustificarsi»

GROSSETO – «Nel tentativo di giustificare la propria acrobatica scelta di sostenere a livello locale la coalizione guidata dalla Lega Nord di Salvini e da Fratelli d’Italia della Meloni, Chigiotti ne attribuisce a me la responsabilità. Ma nessuna delle sue affermazioni è vera». Lorenzo Mascagni risponde così all’architetto Giuseppe Chigiotti già presidente del comitato elettorale di Emilio Bonifazi e ora sostenitore del candidato sindaco del centrodestra Anton Francesco Vivarelli Colonna. Chigiotti, che aveva fatto una battaglia giudiziaria per veder riconosciuto il proprio matrimonio con il compagno, aveva attaccato su Facebook sia Lorenzo Mascagni che Emilio Bonifazi proprio in merito alle unioni civili per le coppie omosessuali.

«La nuova legge sulle Unioni Civili è un passo importante per ognuno di noi come cittadini e come comunità voluto con determinazione dal governo guidato da Matteo Renzi. Anche a Grosseto il sostegno al dibattito parlamentare è stato determinato e coerente – afferma il segretario del Pd Marco Simiani -. Mi stupisco che in questo momento importante per il Paese si inseriscano polemiche artefatte e costruite per giustificare repentini e incomprensibili cambi di orientamento politico. La coerenza sembra sfuggire e non appartenere a Giuseppe Chigiotti oggi a fianco di Vivarelli Colonna, a fianco dei leghisti di  Salvini, di Fratelli d’Italia e di Casa Pound».

«Noi ripensiamo con grande piacere a Giuseppe Chigiotti insieme a Emilio Bonifazi nella campagna elettorale del 2011, lo ricordiamo (lo abbiamo voluto come PD) protagonista di un’iniziativa promossa per la campagna di Leonardo Marras sui diritti civili, solo l’anno scorso. La volontà espressa dal PD in questi anni è stata chiara, oggi è diventata una legge. Ai sindaci spetterà applicarla, anche se già i leader della Lega hanno affermato che si rifiuteranno e così hanno fatto quelli di Forza nuova. Chigiotti parla di contraddizioni in casa PD, non ci sono. Come non ci sono in casa della destra destra di Vivarelli Colonna: sono tutti contro e hanno già annunciato che promuoveranno un referendum abrogativo. Lorenzo Mascagni, cattolico e laico, – rassicuro Chigiotti – quando sarà sindaco – conclude Simiani – celebrerà le Unioni come lo faranno tutti i sindaci del Partito Democratico».

E a Chigiotti risponde anche Il candidato sindaco del centrosinistra Lorenzo Mascagni «Nel tentativo di giustificare la propria acrobatica scelta di sostenere a livello locale la coalizione guidata dalla Lega Nord di Salvini e da Fratelli d’Italia della Meloni, Chigiotti ne attribuisce a me la responsabilità, in quanto: a) avrei votato quale consigliere comunale contro la trascrizione del suo matrimonio; b) sarei un “ultracattolico contrario alla legalizzazione e ai diritti delle coppie omosessuali”. Nessuna delle due “accuse” risponde al vero».

«Non è vera la prima perché il consiglio comunale non si è mai pronunziato sulla trascrizione del suo matrimonio; è noto che sono stati i tribunali e la Procura a farlo – prosegue Mascagni -. Non è vera la seconda perché non sono affatto contrario al riconoscimento dei diritti delle coppie omosessuali. Credo che ai cittadini interessi sapere che, se sarò sindaco, rispetterò ed applicherò, quale pubblico ufficiale, tutte le leggi come prescrive la nostra Costituzione. E soprattutto – come vado dicendo in questa campagna elettorale – che sarò il sindaco di tutti, senza distinzione di sesso, di razza, di orientamento politico e sessuale».

«Per questo la mia proposta politica, basata sull’apertura e sul rispetto delle differenze, è radicalmente diversa da quella di Salvini, Meloni, Magdi Allam e Veneziani; tutti esponenti che militano nello schieramento da lui sostenuto. Su una cosa ha ragione Chigiotti: che sono cattolico (non capisco cosa intenda per “ultra”); questo è un “addebito” di cui vado fiero senza esibirlo come una bandierina. E ciò mi ha permesso di declinare in termini laici il mio impegno politico. Come insegnava Sturzo oltre cento anni fa, i cattolici si impegnano in politica non per difendere il vessillo della chiesa, ma per promuovere il bene comune (dentro cui stanno a pieno titolo, insieme agli altri, anche i valori mutuati dal Vangelo). Diversamente non militerei nel centrosinistra, ma avrei sostenuto, insieme a lui, la coalizione guidata da Salvini e dalla Meloni».

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