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I genitori dell’Albero Azzurro «Non si faccia campagna elettorale sui nostri figli» foto

GROSSETO – Non sono soddisfatti. I genitori dei bambini dell’asilo Albero Azzurro non sono soddisfatti di quanto sta facendo il Comune di Grosseto per aiutare i bambini e le loro famiglie. «Sino ad oggi siamo restati in silenzio anche per tutelare i nostri figli, ma adesso rompiamo il silenzio perché non vogliamo che qualcuno speculi su questa vicenda».

A scatenare le ire dei genitori una nota del sindaco Emilio Bonifazi, che ha espresso la volontà che il Comune si costituisca parte civile nell’eventuale processo contro le insegnanti dell’asilo. «Ci chiediamo con quale diritto, visto che il sindaco aveva chiaramente preso le distanze dagli eventi, sollevando l’amministrazione da ogni responsabilità; e ci domandiamo quale sia lo scopo. Il sindaco afferma di aver dato il supporto ai genitori ma in realtà siamo noi che ci siamo mossi e abbiamo chiesto la Comune la lista degli asili da interpellare per trovare un posto ai nostri bambini».

«Ci dissociamo anche dalle iniziative prese dal Comune in merito all’affiancamento psicologico dei bambini. Ci era stato garantito che i bambini sarebbero stati affiancati all’interno nelle strutture che frequentano adesso, poi però il progetto è cambiato, con un tempo di osservazione limitato specie se si tratta di capire i reali disagi che i bambini stanno vivendo. Hanno proposto tre incontri: ma cosa si può capire in tre incontri – chiedono i genitori -? E non sono ancora iniziati».

genitori asilo albero azzurro

Il primo incontro, infatti, ha riguardato padri e madri tutti assieme, poi i genitori verranno sentiti singolarmente e infine ci sarà l’osservazione all’interno delle nuove strutture. Almeno per i 16 bambini, su 32, che si trovano nello stesso asilo, per gli altri che sono suddivisi in piccoli gruppi in altre tre strutture, invece, l’osservazione da parte degli psicologi sarà più difficoltosa e ancor di più per coloro che sono rimasti a casa. «Non vorremmo che tutto ciò fosse fatto dal comune per farsi pubblicità».

Delle 32 famiglie coinvolte (più una decina della scuola materna, che pure ha chiuso lasciando i bambini a casa) 26 sono assistite dall’avvocato Alessandro Antichi che afferma «Le indagini proseguono e a breve saranno chiuse. Attualmente quello che possiamo evidenziare è la totale assenza di interesse da parte della società Albero Azzurro snc che gestiva le due strutture (materna e nido) sul reperire soluzioni alternative. Il 29 aprile abbiamo mandato una lettera di diffida, con cui si chiedeva di far fronte al risarcimento del danno conseguente, e a cercare una soluzione almeno per questo scorcio di anno educativo e del prossimo».

La scuola materna, che non è attualmente coinvolta nell’indagine, è prima andata in ferie, e poi senza comunicazione se non un cartello sulla porta, ha chiuso improvvisamente sospendendo ogni attività e lasciando “a piedi” una decina di famiglie.

I bambini saranno osservati per otto ore, poi seguirà un nuovo incontro con i genitori. «Non siamo stati coinvolti nella stesura di questo progetto – proseguono i genitori – il tempo di osservazione è troppo breve. È difficile parlare di sostegno psicologico. Inoltre il monitoraggio riguarda solo i bambini del nido, ma anche quelli della scuola materna sino a due anni fa andavano in quel nido. Inoltre degli otto bambini della materna sette sono stati ricollocati proprio questa mattina ma solo grazie a noi genitori».

«I bimbi hanno paura delle porte chiuse, fanno spesso bizze improvvise, piangono la notte» sottolineano i genitori descrivendo la vita die bambini. «Quello che contestiamo non è il sostegno psicologico ai piccoli – concludono madri e padri – ma che il Comune, che se ne è lavato le mani sino ad ora, si voglia far bello costituendosi parte civile e pensi di far campagna elettorale sui nostri figli».

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