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Collegato agricolo, Cia: «il diritto di prelazione avrebbe dovuto tutelare i coltivatori diretti»

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GROSSETO – “Coma Cia-Confederazione Italiana Agricoltori di Grosseto- esprimiamo la nostra soddisfazione in merito al Collegato agricolo alla Legge di Stabilità del 2014; un provvedimento che ha avuto il via libera alla Camera e che ora è approdato al Senato in seconda lettura. Se nel complesso il testo ha ottenuto il nostro consenso,  chiediamo tuttavia l’abolizione dell’articolo che allarga la platea dei soggetti titolati all’esercizio del diritto di prelazione e che includendo anche la figura del proprietario Iap quando il fondo sia confinante”  Sono le parole del vicepresidente regionale e presidente grossetano Cia, Enrico Rabazzi,  in merito al Collegato agricoltura ossia il disegno di legge in materia di semplificazione, razionalizzazione e competenza dei  settori agricolo e agroalimentare.

“Vale la pena ricordare-precisa Rabazzi – che il diritto di prelazione per il coltivatore diretto, risalente al 1954, era stato introdotto quale forma di tutela proprio per l’anello più debole della catena: il coltivatore diretto appunto. Qualora questo venisse esteso anche allo IAP, in poco tempo potremmo vedere i fondi agricoli passare nelle mani di chiunque sia in condizioni economiche tali da farsi avanti,  anche multinazionali dunque con società  in possesso dei requisiti IAP. Requisiti tutt’altro che impossibili-spiega il presidente-visto che basta avere conoscenze e competenze  professionali agricole, e che, in qualità di socio o direttamente, si dedichi all’attività agricola il 25%delle ore lavorative ricavando dalle stesse almeno il 25% del proprio reddito globale di lavoro.

Inutile dire che l’attività primaria dunque non sarà mai quella agricola ma un’altra qualsiasi. Per questo giudichiamo la parte del testo  poco opportuna e pericolosa, colpisce i più deboli bloccando la competitività con il  rischio di dare il settore primario in mano chi lo potrebbe snaturare  spezzando quel  difficile percorso che  abbiamo fino ad oggi portato avanti. Per questi motivi chiediamo che questo comma venga cancellato. Detto questo-conclude Rabazzi-ribadiamo il nostro favore per le misure sulla semplificazione delle procedure, per i giovani e l’innovazione e quelle che riguardano al razionalizzazione degli Enti. La speranza ora  è che il Senato proceda in tempi rapidi chiudendo un percorso che dura da oltre due anni”

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