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Porto «La “Iena” sapeva che era sabbia, lo scrisse in un post. Chiederemo sequestro del video» foto

MARINA DI GROSSETO – Dieci giorni da quello in cui sono stati prelevati i campioni. Si attendono a giorni i risultati Arpat su sabbia e acqua prelevata sotto ai tubi sul porto di Marian di Grosseto. L’agenzia ha accorciato i tempi lavorando anche nei giorni di festa.

Intanto la Marina di San Rocco chiederà il sequestro del video che ha però ormai fatto il giro del mondo tanto che se si digita il nome di Marina di Grosseto su Facebook le prime tre notizie riguardano proprio il presunto sversamento. La denuncia partirà appena la direzione del porto avrà messo assieme tutto il materiale «Lo denunceremo per diffamazione, violazione di un cantiere e calunnia – afferma Luciano Serra direttore del Porto della Maremma -. Questo porto ha tutte le certificazioni ambientali è il terzo porto d’Italia ad aver avuto la certificazione Emas».

Serra poi afferma «Quest’uomo sapeva che quella è solo sabbia. Sulla sua pagina Facebook il 20 febbraio scorso aveva postato una foto con scritto che in realtà, quella che usciva dai tubi, era solo sabbia: e allora mi chiedo, chi è che lo ha mandato a distruggere il porto?». Serra poi ricorda come, negli anni i controlli siano stati molteplici, anche a seguito di esposti, come nel 2015, e fatti da Arpat, Noe e Forestale. «Non è mai stato trovato nulla, ma ogni controllo costa 6 mila euro al porto e 6 mila alla comunità».

Quello che viene fatto non è dragaggio, un dragaggio comporta infatti il prelievo del materiale, della sabbia, che viene adagiato da una parte e poi trasferito in discarica, una operazione che costa 10 milioni di euro. Questo, come sottolinea il maresciallo Andrea Porzio della Capitaneria di porto di Marina di Grosseto, è uno spostamento di sabbia dal bagno Bertini e dall’antiporto a 100 metri più in là. «A Castiglione – ricorda Serra – dove hanno il problema inverso, ossia la sabbia manca invece di accumularsi come avviene qui, prendono sabbia come questa ma che viene dal Po. Quando si asciuga la sabbia che ora è scura torna infatti chiara».

bonifazi serra ceccarelli

L’appello di Serra all’unità viene colto dal sindaco Emilio Bonifazi «Stiamo valutando come salvaguardare l’immagine di Marina. Anche legalmente. Il porto è nato su un canale di bonifica, per questo è necessario questo lavoro, che costa 300 mila euro, per mantenere la linea di costa». Praticamente, come sottolinea la Guardia costiera, si tratta di movimentazione «la sabbia si accumula a sud e va portata a nord. È forse brutto a vedersi ma si fa in tutta Italia». «Per quanto ci affanniamo a smentire c’è gente che ancora crede che qui ci sia stato un danno ambientale – sottolinea l’assessore al turismo Luca Ceccarelli -. Considerata che due punti di campionamento dell’Arpat sono proprio ai due lati del porto, e che da noi i controlli sono di più proprio perché abbiamo la bandiera blu».

Visto che secondo il sindaco le polemiche vengono perlopiù per una questione estetica, si sta pensando magari a soluzioni alternative, tubi direttamente a mare o vasche di decantazione. «Quando viene una piena tutto finisce automaticamente in mare – ricorda Serra – il porto è anzi servito a salvare la situazione: quando un uomo sversò una enorme quantità di glicerina ci mettemmo un mese a pulire, ma almeno la sostanza non arrivò in mare. Il comune ha messo le panne, c’è una rete nel canale: questo è un porto costato 42 milioni di lire e ogni anni fa investimenti oltre a dare lavoro a 87 persone».

Intanto l’Arpat ha deciso di accorciare i tempi lavorando anche nei festivi e i risultati delle analisi saranno resi noti a dieci giorni dai prelievi. E domani alle 11 il direttore regionale Arpat Maria Sargentini sarà a Grosseto per incontrare gli amministratori della costa per parlare di un nuovo calendario di prelievi in vista dell’estate.

«Il danno sarà enorme – afferma Alessandro Gualtieri della Cisl – la fiducia viene meno e questo si ripercuoterà su un calo delle presenze e minor lavoro». La Pro loco minaccia una denuncia mentre Gabriella Orlando dell’Ascom afferma di voler attendere l’esito della stagione per una eventuale azione legale; e Gloria Faragli chiede di utilizzare i soldi della tassa di soggiorno per ridare smalto alla frazione di Marina di Grosseto. Intanto stasera la Pro loco ha organizzato una riunione per aggiornare tutti gli operatori.

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