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Da Roccastrada alla Calabria: a Riace anche un pezzo di Maremma in visita con la Toscana

Oggi il sindaco Francesco Limatola nella delegazione Anci Toscana guidata dal presidente, Enrico Rossi. Sindaco Limatola: ‘L’esperienza di Riace dimostra che l’accoglienza può essere un’esperienza positiva per la comunità che li ospita e per i migranti”

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ROCCASTRADA – Conoscere da vicino l’esperienza di accoglienza dei migranti maturata nel Comune di Riace. E’ questo il senso della visita organizzata oggi, martedì 26 aprile nel piccolo Comune in provincia di Reggio Calabria da Regione Toscana e Anci Toscana. A guidare la delegazione della Regione Toscana, il presidente Enrico Rossi, mentre a rappresentare Anci Toscana erano presenti il presidente Matteo Biffi, insieme al primo cittadino di Roccastrada, Francesco Limatola i sindaci di Fabbriche di Vergemoli, Michele Giannini e di Talla, Eleonora Ducci.

La storia di Riace. Ad accogliere i sindaci e i rappresentanti delle istituzioni della Toscana è stato il sindaco di Riace, Domenico Lucano che, a fine marzo era stato inserito dalla rivista americana “Fortune” al quarantesimo posto della classifica dei cinquanta leader più influenti del mondo per il suo impegno nel campo dell’immigrazione. Negli anni Riace ha dato ospitalità ad oltre seimila immigrati che hanno avviato una serie di attività artigianali ed imprenditoriali, che hanno contribuito alla rivitalizzazione del paese e ad invertire la decurtazione progressiva del numero di abitanti, dando vita a una comunità multietnica e laboriosa. Il centro storico di Riace infatti, prima dell’avvio del progetto versava in stato di abbandono, mentre oggi le case abbandonate sono state riqualificate per l’ospitalità e la vita abitativa dei migranti.

“Nel corso della nostra visita a Riace – spiega il sindaco di Roccastrada, Francesco Limatola – abbiamo visitato i laboratori di ceramica e tessitura, tornati a vivere grazie all’operosità e al lavoro quotidiano dei migranti e degli abitanti del paese. Il sindaco di Riace, Domenico Lucano ci ha illustrato il programma di accoglienza, basato sull’ospitalità dei migranti, senza la presenza di grandi centri di raccolta ma offrendo loro un’opportunità di vita e di lavoro all’interno del centro storico. Ho conosciuto Cosimina, una delle 62 operatrici sociali italiane che lavorano nel progetto insieme ad 8 operatori, tutti italiani che lavorano per la raccolta dei rifiuti e della differenziata. Senza questa opportunità questi cittadini sarebbero emigrati come molti altri riacesi. Una parte delle risorse del Ministero dell’Interno e della Prefettura viene tramutata in bonus che possono essere spesi soltanto nelle attività commerciali di Riace, andando quindi a sostenere l’economia e l’occupazione locale. L’esperienza di Riace dimostra, nei fatti, come accoglienza possa significare garantire la dignità delle persone accolte e il rispetto della comunità che le accoglie, senza conflittualità ma all’insegna dell’incontro e dello scambio culturale che portano vantaggi economici e lavorativi per tutti”.

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