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La battaglia del latte, Coldiretti incontra gli allevatori

GROSSETO – Ieri mattina i vertici di Coldiretti Toscana e Coldiretti Grosseto hanno incontrato il presidente di Latte Maremma, Fabrizio Tistarelli. Al centro dell’attenzione le forti criticità legate al settore zootecnico provinciale. Infatti, al pari di molte altre zone della Penisola, anche in Maremma gli allevatori sono in gravissima difficoltà. Coldiretti, nelle scorse settimane, aveva riunito i propri produttori per esaminare la questione legata al prezzo e per aprire un dialogo costruttivo con Latte Maremma con il quale tentare di bloccare il calo del prezzo ai produttori che hanno visto, in pochi mesi, scendere di alcuni centesimi la propria remunerazione (nella foto da sinistra Tullio Marcelli, Andrea Renna, Andrea Bruni)

“La situazione è grave per il settore – hanno detto Antonio De Concilio e Tulio Marcelli, rispettivamente direttore e presidente di Coldiretti Toscana che con Marco Bruni e Andrea Renna, presidente e direttore di Coldiretti Grosseto, hanno preso parte all’incontro. – Non possiamo far pagare sempre e solo ai produttori la crisi in atto. Abbiamo confermato la nostra disponibilità come organizzazione a supportare l’importante cooperativa. La Regione deve fare la propria parte per privilegiare il latte locale rispetto a quello estero. I costi di gestione oggi rappresentano una criticità per tutte le imprese agricole. Si deve ragionare per tentare di lavorare su binari di lungimiranza ed attenzione nel mentre a livello nazionale continueremo ad operare affinché si definisca l’iter legislativo legato a provenienza e rintracciabilità del prodotto latte. Facciamo appello, ancora una volta, ai consumatori di privilegiare l’acquisto di prodotto locale. Latte Maremma ha bisogno anche del supporto dei cittadini-consumatori. E’ ben far sapere che purtroppo il latte oggi viene pagato meno di venti anni fa mentre sullo scaffale supera l’euro e 50 centesimi. Tre cartoni su quattro di latte a lunga conservazione venduti in Italia sono stranieri ma non si sa perché, proprio per il vuoto legislativo vigente, non è obbligatorio riportarlo su etichetta. Doppia beffa per i produttori e per i consumatori. Latte Maremma ha dato disponibilità a lavorare insieme per tentare di individuare soluzioni che portino a non penalizzare ancora i produttori”.

 

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