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I predatori entrano in un’azienda agricola: 11 pecore sgozzate Rabazzi «Non ci sono più parole»

MAGLIANO IN TOSCANA – «A meno di 20 ore dall’incontro organizzato ieri dal sindaco di Manciano per affrontare il tema dei predatori nulla è cambiato. Siamo a dover rinnovare anche oggi  la nostra solidarietà all’ennesima azienda che ha subito un attacco alle greggi, un’aggressione avvenuta ieri alle 17, in pieno giorno. Uno scempio che ha visto protagonista l’azienda di Giuliani Domenico e Moreno di  Pereta nel Comune di Magliano, una famiglia che da sempre è dedita alla pastorizia e che questa mattina, disperata, mi ha espresso la volontà di abbandonare il settore». A parlare è il presidente grossetano Cia Enrico Rabazzi.  «L’aggressione avvenuta nel pomeriggio di ieri  ha lasciato a terra 11 pecore sgozzate mentre altrettante sono state brutalmente azzannate e probabilmente seguiranno la stessa sorte».

«Come abbiamo detto ieri non ci sono più parole, tutto ciò che rimane da dire è  che i progetti di convivenza tra lupo e pecore sono tutti fallimentari, questi due animali insieme non possono convivere – prosegue la Cia -. Si decida e subito, o noi o i lupi. Se si intende dare valore alla pastorizia, pretendiamo subito che tutti i predatori, lupi o ibridi che siano, vengano eliminati, se necessario anche abbattuti. L’azienda in questione-tiene a precisare il presidente-è dotata di tutti gli accorgimenti previsti da chi vuol insegnarci a fare il nostro mestiere: cani e recinzioni, ma anche questi non sono bastati, i lupi o ibridi arrivano in branchi e non temono niente e nessuno. Ci chiediamo cosa ci diranno gli ambientalisti della domenica quando gli attacchi saranno alle persone».

«Basta con i progetti, basta con gli incontri. D’altronde alcuni non servono più come in parte è stato dimostrato ieri: un incontro che doveva essere al di là di ogni bandiera e pensiero politico, e nel complesso lo è stato e per questo ringraziamo il sindaco Galli, ma che è stato anche l’ennesima occasione  per alzare la voce a proprio favore, per primeggiare e mostrare i muscoli, per fare propaganda e demagogia. Un gesto davvero deplorevole – conclude Rabazzi – una sfida a tutti coloro che avevano lasciato le aziende per venire a Manciano per chiedere  il diritto di lavorare avere un futuro. Evidentemente anche tra chi dovrebbe tutelare il settore ci sono interessi diversi. Noi ci assumiamo la responsabilità di mettere la parola fine alle tante chiacchiere e di difendere il lavoro dei pastori con ogni mezzo consentito dalla legge,  una difesa che si allarga ad ampio raggio visto che tutelando la pastorizia tuteliamo anche il territorio».

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