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Felicioni: «Madonnino tra rimpianto e globalizzazione. Non svendiamo la nostra terra»

GROSSETO – «Sentir parlare di Fiera del Madonino riporta la nostra mente a quando eravamo bambini, a quando non esisteva altro che un piazzale appena sterrato dove si potevano incontrare le nostre aziende, provenienti da ogni parte più recondita della nostra Maremma, gli animali che non potevano mancare in ogni fattoria, a casa dei nostri nonni. L’inaugurazione della Fiera, purtroppo, oggi ci ricorda che la tipicità e la bellezza del nostro territorio sono stati ormai svenduti a chicchessia, a causa delle difficoltà che le nostre aziende agricole hanno incontrato negli ultimi quindici anni grazie ad una serie di motivi che hanno portato allo spopolamento delle nostre campagne, anche da parte delle famiglie che hanno scritto la storia rurale della Maremma». Così Massimo Felicioni, candidato a sindaco per la lista Grosseto Oggi per Domani, si esprime alla vigilia del taglio del nastro della 38^ edizione della Fiera del Madonnino.

«Grosseto si era proposta quale polo agroalimentare, centro di raccolta e distribuzione dei prodotti agroalimentari della Regione ma il susseguirsi degli eventi hanno portato la nostra provincia lontano dall’obiettivo e lontano dalla promozione e dallo sviluppo delle nostre aziende – precisa -. Con il tempo si sono inseriti sul territorio imprenditori noti che hanno valorizzato ulteriormente le loro produzioni grazie al prestigio che le nostre terre hanno a livello mondiale, basta pensare alle aziende vitivinicole».

«Oggi, i nostri giovani imprenditori hanno diversi strumenti per riconquistare la proprietà delle terre dei nonni, grazie ai numerosi piani di finanziamento regionali e alle garanzie messe a disposizione dall’Ismea, questi rimangono strumenti molto farraginosi e difficilmente gestibili da parte delle associazioni di categoria – aggiunge Felicioni -. Oltre a questo vanno messi nel conto la notevole quantità di documentazione che deve essere prodotta per poter usufruire di questi mezzi finanziari e le molteplici insidie burocratiche che portano alla protrazione delle tempistiche di accesso a livelli discutibili. Le normative sanitarie stringenti hanno portato all’abbandono dell’attività di allenamento, causando la perdita di razze autoctone importanti che hanno dato lustri internazionale e che, indirettamente, fungevano da propulsore e magnete dei glissi turistici nella provincia di Grosseto».

«Parlare di Fiera del Madonnino oggi è parlare in termini economici, parlare di valorizzazione del brand Maremma, di accesso ai mercarti internazionali, di esportazione, di diversificazione dell’offerta: parlare di Fiera del Madonnino oggi è parlare di globalizzazione e di politiche di contrasto delle produzioni e delle concorrenze estere; vent’anni fa era la manifestazione che ogni bambino, ogni adulto e ogni anziano attendeva per parlare di noi, per parlare di Maremma tra maremmani»

«Grosseto Oggi per Domani crede nel domani e sostiene che la nostra terra non vada svenduta alle industrie agroalimentari – conclude Felicioni -, ma che vada anche attraverso la necessaria definitiva scelta dell’agroalimentare in Maremma, protetta e sviluppata secondo politiche che permettano ai nostri giovani contadini di crescere rivalutando al tempo stesso le nostre tradizioni, di riscoprire le ricchezze che derivano da un territorio che non perderà mai le proprie radici solo se gestito continuando convintamente a tramandare le antiche arti dei nostri nonni».

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