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M5S «Su Bagnore i fatti parlano chiaro: non si è tenuto conto della salute dei cittadini»

SANTA FIORA – Il Movimento 5 Stelle torna sull’affaire Bagnore 4 portando cronologia dei fatti e atti del caso, annunciando iniziative affinché Rossi ne riferisca martedì in aula, diversamente da quanto deciso ieri nella capigruppo. «È opportuno ricostruire la vicenda dalla cronologia. Il 31 maggio 2012 l’Agenzia Regionale di Sanità ha emesso una nota al dirigente del settore VIA, Fabio Zita, dove si leggono criticità tali da portare questo dirigente, tenuto per legge al rispetto del principio di precauzione, a preannunciare all’assessora competente, Bramerini, l’emissione di un parere “sfavorevole” al progetto».

«Pochi giorni dopo il presidente Rossi toglie a Bramerini la delega sulla VIA e il 18 giugno 2012, quando ARS presenta il suo secondo parere, Zita viene rimosso dal suo incarico e spostato al settore “paesaggio” – prosegue M5S -. Ma il secondo parere nei fatti non smentisce le criticità evidenziate nel primo e lo stesso Cipriani, come descritto dai comitati nell’esposto consegnato in Procura, le confermò pubblicamente in un incontro pubblico tenutosi il 17 giugno 2012 nella sala consiliare di Santa Fiora dove usò parole forti: leggiamo dall’esposto “una industria grande come Enel non può permettersi una sciattezza nella presentazione dei dati sanitari” definiti dal dott. Cipriani anche “superficiali” e “non accettabili”» ha segnalato in apertura Giacomo Giannarelli, consigliere regionale M5S vicepresidente della Commissione Ambiente e Territorio.

«Il secondo parere dell’ARS conferma quindi tutto quanto già segnalato nella prima nota, ma aggiunge un elemento sul quale si gioca sulle parole nella Conferenza dei Servizi del 4 settembre 2012 per costruire un parere positivo. Questo elemento è una mappa dei venti presentata da ENEL, quindi non un soggetto terzo, ma un soggetto legittimamente interessato dalla questione perché proponente. E’ importante citare testualmente quanto firmato in Conferenza dei Servizi dalla sostituta di Zita e una delegata della Sovrintendenza di Siena e Grosseto a riguardo della questione sanitaria: “in merito all’impatto sanitario, l’Agenzia Regionale di Sanità […] rileva che dalla documentazione fornita circa lo studio della diffusione e della ricaduta delle sostanze emesse dalla centrali di Bagnore 3 e Bagnore 4 si “evidenziano ricadute in aree quasi del tutto non abitate” con l’unica eccezione di mappe di ricaduta dell’acido solfidrico emesso in occasione dei giorni di blocco delle funzionalità dei filtri abbattitori AMIS, precisando tuttavia che anche tali mappe “non presentano significative criticità”, in quanto mostrano “condizioni di ricaduta dell’acido solfidrico che di fatto si verificano, nella peggiore delle ipotesi, per un totale di pochi giorni all’anno e che perciò, allo stato attuale delle conoscenze, non hanno alcun significativo impatto sanitario”. Tra i tanti passaggi: cosa significa quel “in aree quasi del tutto non abitate”? Qual è il criterio? Se muoiono 2 o 3 abitanti va bene, 10 no? Può un presidente della Giunta nella delibera di approvazione omettere tutte queste segnalazioni e rifarsi quindi, deduciamo, a questo passaggio come garanzia prudenziale dell’impatto sanitario?» ha continuato il consigliere regionale M5S.

«Siamo di fronte alla solita furbata di chi non rispetta la terzietà degli uffici. E lo si capisce bene appunto nella delibera 810, approvata il 10 settembre 2012, dove la Giunta Rossi emette pronuncia di compatibilità ambientale sul progetto senza citare alcuna criticità in merito al suo impatto sanitario. Ecco la diversità del Movimento 5 Stelle: se fossimo stati noi al governo avremmo garantito la terzietà degli uffici tecnici e avremmo sollecitato la richiesta di un altro parere, terzo, sulle mappe indicate da ENEL e precauzionalmente, con queste note alla mano avremmo detto no al progetto fino ad avere altri elementi più rassicuranti in mano. Qui è avvenuto l’esatto contrario, si è passati sopra a procedure, si sono sostituti dirigenti, si sono tolte deleghe ad una assessora con la logica della creazione dei posti di lavoro a tutti i costi, anche a discapito della salute, o in forza di altre ragioni simil caso Total che però spetta alla magistratura accertare se qui sono presenti» ha concluso Giannarelli.

«Abbiamo richiesto di avere la nostra interrogazione question time sul caso martedì in aula come da regolamento, per la risposta di Rossi, diversamente da quanto abbiamo appreso deciso ieri dalla capigruppo, ovvero il suo rinvio in commissione. In caso contrario chiederemo un consiglio regionale straordinario su quanto da noi esplicitato in merito alla procedura di valutazione ambientale del progetto Bagnore 4» ha aggiunto Andrea Quartini, consigliere regionale capogruppo M5S.

 

 

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