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Il Premio Monicelli a Sabina Guzzanti: «Ho sempre amato i film di Mario»

GROSSETO – «I film di Monicelli li ho sempre amati e sono molto contenta di esseri qui in Maremma con Chiara Rapaccini». Così Sabina Guzzanti fa il suo esordio nel Premio Monicelli, giunto alla quarta edizione. Curato da Mario Sesti e Jacopo Mosca, il Premio, organizzato dalla Fondazione Grosseto Cultura, in pochi anni ha visto crescere l’interesse e l’attenzione che ruota attorno all’evento. «Nei film di di Monicelli gli attori comici della commedia avevano grandi possibilità – ha aggiunto Sabina Guzzanti -. Io, ad esempio, sono molto affezionata all’armata Brancaleone». 

Entusiasta della scelta ricaduta sull’attrice anche Chiara Rapaccini, la compagna di Mario Monicelli: «Condivido la linea della scelta – ha detto -. Ho cercato di fare un po’ da cane da guardia per tutelare il pensiero di Mario. Monicelli non ha mai mollato il suo pensiero non ha mai fatto cinema a caso, ma ha guardato molto al sociale, facendolo stava sempre dalla parte dei più deboli senza essere mai ruffiano. Anche Sabina è una che non molla mai, è spesso arrabbiata perché gli indignati sono così, è una tosta, un’attrice monicelliana».

Tra gli ospiti della serata anche Vinicio Marchioni, l’interprete del “Freddo” nella serie Romanzo Criminale: «Sono felice di essere qui per la premiazione di una così grande persona – precisa in riferimento alla Guzzanti -. Oltretutto c’è la possibilità, in questa serata, di presentare il mio primissimo tentativo di cortometraggio, che è omaggio alla nascita del cinema. Devo di grazie Mario e anche grazie agli organizzatori per l’opportunità».

Ancora una volta, quindi, il Premio Monicelli rappresenta un momento culturale apprezzato dalla città: «Questo è il quarto anno – ha precisato Loriano Valentini, presidente della Fondazione Grosseto Cultura – e ormai possiamo affermare che il processo del Premio Monicelli è irreversibile. Come sempre abbiamo pensato a varie declinazioni e momenti che si svilupperanno anche successivamente alla serata di premiazione».

«E’ un premio che dà valore alla città – ha aggiunto l’assessore Giovanna Stellini -. E’ interessante vedere come alcuni giovani hanno già individuato un momento di studio in questo evento. Una ragazza ad esempio, sta lavorando al Premio Monicelli con una tesi di laurea». Il curatore Mario Sesti, getta uno sguardo anche al future del premio: «I primi tre anni ci siamo concentrati sulla commedia come riconoscimento, ma è possibile che da adesso e nelle prossime edizioni, possa vivere di più contesti, come ad esempio quello dell’innovazione».

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