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Verso lo sciopero generale dei dipendenti pubblici. I sindacati: «Rinnovo contratto è investimento»

GROSSETO – Il 3 maggio in Toscana nell’ambito di un quadro di mobilitazione nazionale, Cgil, Cisl e Uil di categoria hanno proclamato lo sciopero generale dei dipendenti pubblici e privati
impegnati nei servizi della Pubblica Amministrazione. La protesta è stata indetta per sollecitare il Governo alla ripresa delle trattative per il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro nel Pubblico Impiego fermo al 2009.

«Nel frattempo, lo afferma pure la Corte dei Conti, mentre è calato il costo del lavoro la spesa pubblica complessiva è aumentata: tutto ciò significa che nel mentre si è fortemente penalizzato i lavoratori e coloro che avrebbero potuto lavorare nella Pubblica Amministrazione si è incrementata l’area di sprechi e privilegi – dicono i sindacati -. Ripercussioni ci sono state anche sul territorio grossetano ove si è perso circa 400 posti di lavoro e si è creato una perdita complessiva di circa 25 milioni di euro con mancate retribuzioni che sicuramente ha inciso negativamente sull’intera economia locale».

Nel programma delle iniziative di protesta di Cgil, Cisl e Uil le segreterie provinciali hanno incontrato rappresentanti delle Amministrazioni locali nella sala del Consiglio comunale di Grosseto. «È scaturito un interessante è consapevole confronto che ha visto le parti, inoltre,
condividere la convinzione che l’obbiettivo primario è quello di riformare la Pubblica Amministrazione per migliorare quantità e soprattutto qualità dei servizi pubblici erogati – precisano le sigle sindacali -. In questo senso il contratto nazionale di lavoro dei lavoratori pubblici deve essere considerato un investimento a vantaggio soprattutto della comunità e un importante strumento per poter rivedere l’organizzazione del lavoro nei vari Enti sempre con l’obiettivo di ottimizzare l’offerta di servizi alla cittadinanza».

I sindacati chiederanno ad ogni Comune di prevedere l’argomento all’ordine del giorno del
prossimo Consiglio comunale e gli amministratori locali hanno assunto l’impegno di farne motivo di discussione all’interno dell’ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani).

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