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Misure anti-abusi negli asili, Forza Italia: il centrosinistra bocciò la nostra mozione

Il provvedimento era stato presentato a marzo dal capogruppo Mugnai: il Pd di Marras ha detto no

GROSSETO – «Quanto accaduto in un asilo privato di Grosseto, sempre in attesa che l’iter giudiziario faccia il suo corso per le educatrici indagate, è comunque una vicenda terribile per la nostra comunità». Commentano così dal coordinamento provinciale di Forza Italia che come partito aveva presentato in consiglio regionale una mozione sulle misure anti abusi negli asili (nella foto Stefano Mugnai, consigliere regionale di Forza Italia).

«Per questo è ancora più necessario adottare le necessarie contromisure affinché sia sempre più difficile che episodi simili si ripetano. E oggi che tutti lanciano appelli alla sicurezza nelle strutture scolastiche, chiedendo che siano adottate efficaci misure anti-abusi, ci permettiamo di ricordare che il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale e coordinatore del partito in Toscana, Stefano Mugnai, aveva proposto una soluzione concreta: poco meno di un mese fa, infatti, Mugnai aveva presentato come primo firmatario una mozione per impegnare la Regione ad elaborare normative (anche in collaborazione con il Governo) che consentissero l’installazione di dispositivi di monitoraggio audio-video nelle strutture scolastiche e di residenza per disabili e anziani».

«Peccato, però, che la maggioranza di centrosinistra – in testa il capogruppo del Partito Democratico, il maremmano Leonardo Marras – abbia votato contro. La mozione di Mugnai era stata presentata in seguito ai numerosi casi registrati in Toscana, dall’asilo di Pistoia alla Rsa di Prato, in cui le riprese audio e video si erano rivelate determinanti per aprire i procedimenti giudiziari sugli abusi. Di conseguenza, Forza Italia intendeva impegnare la giunta di Enrico Rossi ad “assumere iniziative normative volte all’adozione di forme di monitoraggio audio-video per tutti gli asili nido e le strutture di accoglienza di anziani e disabili presenti sul territorio nazionale, anche attraverso l’installazione di telecamere o webcam, al fine di controllare la correttezza delle condotte tenute nei confronti dei minori ospitati nelle strutture scolastiche e delle persone ospitate nelle strutture”. Le procedure per attuare questi provvedimenti sarebbero state tutt’altro che complicate, visto che il Garante della privacy prevede che “l’impiego di sistemi di videosorveglianza deve risultare effettivamente necessario e proporzionato agli scopi che si intendono perseguire”, apponendo cartelli nelle zone di installazione delle telecamere. E invece tutto si è risolto in un’altra occasione persa, l’ennesima, a causa della presunzione di chi – il centrosinistra – crede che i giusti provvedimenti e le buone idee possano provenire solo dalla propria parte politica. E oggi, di questo atteggiamento inqualificabile, purtroppo paghiamo il prezzo. Anche a Grosseto».

 

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