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Maltrattamenti nell’asilo, Bonifazi «Non è struttura convenzionata. Si faccia chiarezza sull’accaduto»

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GROSSETO – «Le indagini che riguardano ipotesi di insulti e maltrattamenti su bambini frequentanti un nido privato della città non devono mettere in discussione la professionalità e la qualità dell’offerta formativa che caratterizza da sempre decine di strutture, nidi e scuole dell’infanzia, private, comunali e statali a Grosseto». Lo affermano in una nota il sindaco di Grosseto, Emilio Bonifazi, e l’assessore alle Politiche educative Giovanna Stellini intervenendo in merito alla vicenda dei presunti maltrattamenti per cui sono state arrestate tre insegnanti di un asilo nido di Grosseto.

«Lo sviluppo delle indagini e degli interrogatori da parte degli organi inquirenti ci consentirà comunque di conoscere e approfondire la natura e la gravità di certi comportamenti – proseguono Bonifazi e Stellini -. Naturalmente l’Amministrazione comunale può revocare sia l’autorizzazione che l’accreditamento della struttura in questione, che non era comunque convenzionata, qualora vengano meno i requisiti previsti dal regolamento regionale. Tali realtà private possono infatti ottenere l’autorizzazione e l’accreditamento se rispondono a precise caratteristiche in termini di struttura, progettazione educativa, formazione del personale ed anche igienico sanitari».

«Tali condizioni vengono inoltre verificate nel tempo attraverso controlli periodici dei nostri uffici nonché da parte della Asl la quale non deve esercitare esclusivamente funzioni di vigilanza ma supportare direttamente i servizi comunali nelle materie di sua competenza. E’ chiaro, d’altro canto, che certe situazioni ed eventuali responsabilità penali individuali, come quelle che sembrano emergere dai resoconti di stampa, non sono individuabili con una semplice ispezione. L’Amministrazione intende essere vigile e ci auguriamo quindi che venga fatta rapidamente chiarezza sull’accaduto – concludono sindaco e assessore – in modo da consentire al Comune di agire nell’esclusivo interesse delle famiglie.

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