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Gessi rossi, Baccetti: «Dalla sinistra gavorranese proposte indecenti»

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ROCCASTRADA – Il consigliere comunale Simonetta Baccetti e il coordinatore del comitato “Insieme per Roccastrada” Moreno Bellettini, prendono posizione sulla vicenda dei gessi rossi Tioxide. In un comunicato e senza mezzi termini accusano il gruppo consiliare del comune minerario “Gavorrano Bene Comune” di “proposte indecenti” e di agire con un occhio rivolto verso le prossime elezioni “sposando appieno le richieste della multinazionale chimica che, più che a scelte tecniche, può dare adito a sospetti di future e magari legittime, aspettative.”

“Stranamente i compagni di Gavorrano si sono improvvisamente allontanati dai loro amici ambientalisti (Sel ndr). – si legge nella nota – 
Visto che sono notoriamente dalla stessa parte forse pensano di vincere le prossime elezioni al comune di Gavorrano o di aiutare i loro cugini del Pd, attuali amministratori di maggioranza, e incassare i lauti proventi previsti per gli stoccaggi dei fanghi per rimpinguare le casse del comune. Nella loro proposta a mezzo stampa e durante l’incontro a Filare, gli innovativi compagni, parlando esclusivamente di trasporti. Si sono dimenticati di dire che il carbonato di calcio, l’ossido di ferro e altri metalli pesanti che compongono i fanghi rossi, possono inquinare le falde acquifere limitrofe alla vecchia cava. Una cava che non si è sviluppata in modo orizzontale, ma prevalentemente in verticale nel sottosuolo per circa un centinaio di metri, come del resto la nuova cava gemella attualmente in produzione che, dalle pareti della voragine, ricade in modo copioso sul fondo. Acqua quasi certamente proveniente dai letti del fiume Bruna e dal torrente Mollarella, acqua che se non tolta sistematicamente finirebbe per riempirsi fino all’altezza dei due corsi d’acqua.“

Il comitato ricorda inoltre l’accordo volontario tra i sei comuni metalliferi del 2004 in cui si dibatteva sul futuro smaltimento dei gessi rossi e in cui vennero individuati dei siti possibili per lo stoccaggio. “L’accordo del 2004 prevede che, devono essere privilegiati siti di scarico morfologicamente simili al rifiuto, in particolare cave di gesso, che i siti devono essere ubicati in zone in cui le acque superficiali e le falde acquifere profonde siano adeguatamente protette dalla morfologia e dalla geologia del suolo e che gli interventi devono garantire il non peggioramento delle caratteristiche di tutte le acque eventualmente interessate. Altro capitolo non messo in evidenza, ma parte integrante dell’accordo del 2004, è quello che prevede l’utilizzo dei gessi-fanghi rossi per progetti finalizzati al recupero ambientale, con procedimenti idonei al miglior reinserimento ambientale dei siti degradati cave a cielo aperto o discariche. Come viene fatto a Montioni e come potrebbe essere fatto in tutte le cave o discariche compatibili sviluppatesi in superficie e non nel sottosuolo. Visto la conformità della Bartolina conferirvi il rifiuto, oltre ad inquinare le acque, ridurrebbe la cava ad attività di mera discarica stravolgendo gli accordi sottoscritti nel 2004.”

“Come movimento civico “Insieme per Roccastrada”, dopo i chiarimenti sopra esposti, vogliamo esternare il nostro disappunto per il silenzio assordante sulla vicenda, portato avanti dai forum ambientalisti, dal comitato “Val di Farma” e dalle compagini politiche roccastradine. Riteniamo che la presa di posizione della sinistra gavorranese, illuminata dal Sel sulla via della Bartolina, sposando appieno le richieste della multinazionale chimica, più che a scelte tecniche, può dare adito a sospetti di future, magari legittime, aspettative.”

“Comunque – conclude la nota – per chi lo ha dimenticato, ricordiamo ai solerti ambientalisti che sponsorizzano o tacciono che, la cava proposta per scaricare i fanghi-gessi rossi, si trova vicino alla Castellaccia e a circa 3 km da Ribolla in una zona ricca di corsi di acqua, fiorenti aziende agricole e agrituristiche, che usare una voragine per discarica rende difficile eventuali controlli di conformità del rifiuto, atti a scongiurare eventuali contaminazione delle acque sotterrane o di superficie. Eventuali anomalie lascerebbero certamente al comune di Gavorrano qualche soldo in più nelle casse comunali ma, gli abitanti della Castellaccia e del comune di Roccastrada (Ribolla) subirebbero il probabile degrado irreversibile della ricchezza ambientale-occupazionale creata in decine di anni di attività umane legate alla natura e alla ricchezza della terra.”

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