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Sicurezza, le idee di Gori: «subito pattuglie notturne e poi un osservatorio»

Nodo sicurezza, Giacomo Gori: "Con noi prevenzione e repressione" Il candidato del M5s non vuol sentire slogan. "Il problema è reale. Subito pattuglie notturne e indicazioni degli esperti.Stipuleremo un accordo con il dipartimento di criminologia di Siena e istituiremo un osservatorio. Basta chiacchiere" 

GROSSETO – “La città ha un problema legato alla crescente insicurezza, negarlo significa vivere con la testa sotto la sabbia. Dunque occorrono più vigili (anche di notte), più scambio d’informazioni, più presidio sociale, meno buonismo e un approccio professionale al fenomeno”: così il candidato a sindaco del Movimento 5 stelle, Giacomo Gori, a margine dell’incontro andato in scena ieri mattina all’hotel Airone e dedicato alla prevenzione dei reati. Un appuntamento che il Movimento 5 stelle ha organizzato grazie alla presenza del noto esperto di politica urbana e docente universitario Corrado Poli (autore, tra l’altro, del volute “La città sicura”) e l’ex dirigente della polizia municipale di Venezia, Alfonso Garlisi.

“Abbiamo voluto approfondire quelle che sono le necessarie contromosse che il Movimento 5 stelle dovrà mettere in piedi a partire da giugno, da quando avrà in mano le redini del Comune. La gente è stufa, vuole risposte, non slogan”.
Ed infatti i circa cento partecipanti che hanno gremito la sala hanno potuto ascoltare e fare domande riferite al nocciolo della questione: “Uno dei reati più odiosi – prosegue Gori – è quello legato ai furti negli appartamenti. Un fenomeno che va a incidere non solo sul patrimonio delle persone, ma anche e soprattutto sulla loro intimità, sui loro valori, sulla loro vita più profonda. Ecco, esistono dei sistemi per prevenire tutto questo. Lo dicono alcune importanti ricerche, come quella condotta dall’università del Sacro cuore di Milano. Lì alcuni esperti hanno messo nero su bianco uno studio su un sistema denominato “predittivo”. Di cosa si tratta? Grazie ad alcuni dati statistici è possibile prevedere le aree a maggior rischio e dunque agire per contrastare i fenomeni delinquenziali. Inoltre, ricordo che Grosseto è l’unica città di certe dimensioni in Toscana a non aver stretto un accordo con un ateneo universitario al fine di studiare il nodo sicurezza. Da giugno ci daremo da fare per stipulare una convenzione con il dipartimento di criminologia dell’università di Siena, così come daremo vita a un osservatorio per la sicurezza”.

Sì, perché Gori è convinto che la questione sicurezza debba essere affrontata con serietà. “Senza le solite chiacchiere da campagna elettorale, senza le solite promesse vuote e i richiami a percorsi che non fanno altro che solleticare la pancia della gente, gli istinti più bassi, mancando però di offrire soluzioni reali a una questione molto seria”.
Chi per anni ha negato che Grosseto avesse un problema sicurezza non è adeguato a governare questa città e le sue frazioni. “Questo è chiaro” tuona Gori. Così come non è possibile dare il capoluogo in mano a chi dice di voler mettere telecamere ovunque senza rendersi conto che la strada giusta è quella indicata dal M5s, ovvero inserire sì anche gli occhi elettronici in punti strategici della città, ma solo nei luoghi indicati da criminologi ed esperti che conoscono la materia e non da qualche burocrate o politicante.
Il Movimento implementerà anche il personale di polizia locale.

“Lo abbiamo già detto, aumenteremo di almeno dieci unità la municipale. Così come realizzeremo i pattugliamenti notturni, da qualche mese oggetto di una nostra mozione che ancora non ha avuto la fortuna di arrivare al vaglio del consiglio comunale: fa nulla, renderemo l’atto immediatamente eseguibile non appena avremo vinto le elezioni. Basta anche con i parcheggiatori abusivi. E basta con il proliferare di fenomeni d’illegalità e con l’eccessiva tolleranza. I grossetani hanno bisogno di sicurezza, non di chiacchiere. Non di slogan. Prevenzione e repressione. Il resto lo lasciamo ai partiti e alle loro beghe. Noi intendiamo governare e proteggere chi non può essere considerato solo e soltanto quando deve pagare le tasse”.

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