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Testo unico del vino, Cia: «Bene, ma si può migliorare»

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GROSSETO – “Come Cia non possiamo che commentare positivamente l’arrivo del Testo Unico sul vino, un provvedimento per il quale  ci siamo battuti molto prima di altre organizzazioni agricole e che dunque oggi recepiamo come una vittoria” Il vicepresidente regionale e presidente grossetano Cia, Enrico Rabazzi, commenta con soddisfazione l’approvazione del Testo Unico del vino da parte della Commissione Agricoltura della Camera dei Deputati

“Il fatto che il Governo abbia deciso di intraprende il percorso di semplificazione per il settore in questione, la prima e più importante voce dell’export agroalimentare italiano e  anche della nostra regione,  dimostra la volontà di aiutare le aziende riducendo i tempi e i costi dovuti ad una burocrazia tanto farraginosa quanto inutile. Bene dunque l’impegno dichiarato di avere una sola norma di riferimento per il settore vitivinicolo, unificando, aggiornando e razionalizzando le leggi esistenti purchè -precisa Rabazzi- quanto intrapreso fino ad oggi sia da intendersi come punto di partenza e non come punto d’arrivo.

Crediamo infatti che sotto il profilo della semplificazione ci siano ancora ampi margini di miglioramento riducendo ancora di più il fardello della burocrazia che, vale la pena ricordare, si traduce sempre in un aggravio economico per le aziende soprattutto per quelle poco strutturate. Altra questione che chiediamo al legislatore di tenere ben presente è l’impatto che la dematerializzazione dei registri sta avendo su molte aziende della Maremma e in generale della Toscana. Le nostre attività – continua Rabazzi-sono quasi tutte di piccole dimensioni, a conduzione familiare e sotto strutturate, l’ingresso di questo provvedimento, se può migliorare la vita e rappresentare un taglio della burocrazia inutile a chi ha grossi volumi di affari, si trasforma  in un ennesimo problema  per chi non è ancora in condizione di utilizzare il sistema telematico ma soprattutto per chi vive in aree dove la banda larga ancora oggi è una chimera.

L’asse portante del sistema agroalimentare è rappresentato proprio da queste piccole imprese locali, che da sempre hanno fatto della passione per il lavoro, ancora prima di un ritorno economico,  la loro missione e vocazione. Penalizzarle- conclude il presidente- non solo sarebbe un gesto eticamente scorretto ma sarebbe un ulteriore passo verso il lento smantellamento del settore primario al quale assistiamo ogni giorno. Per questo pur prendendo atto dell’impegno dimostrato con l’approvazione del Testo Unico, invitiamo il Governo a fare un ulteriore piccolo passo in nome del più importante volano economico del Bel Paese: l’agricoltura”

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