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Tares: il ristorante dell’ippodromo vince la causa contro il Comune

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FOLLONICA – Il tribunale ha dato ragione al ristorante e torto al Comune. «E’ quello che è successo ad un “sollecito di pagamento” sui tributi Tares emesso nei confronti della Trotter srl ed inoltrato nel passaggio tra la vecchia disciplina Tarsu e la successiva normativa in tema di Tares». Afferma il titolare Sergio Totti.

«L’Amministrazione Comunale, in ritardo con l’applicazione del regolamento attuativo della disciplina Tares, ha emesso per l’anno 2013 un avviso di accertamento portante la dicitura “nuova iscrizione a ruolo Tarsu” nonostante per l’anno di riferimento si dovesse già parlare di Tares, gettando così in confusione il contribuente – afferma Totti -. Successivamente, ma sempre con riferimento all’anno 2013, il Comune ha notificato il “sollecito di pagamento” intimando il versamento della Tares conteggiando importi nettamente superiori a quelli richiesti con il precedente avviso di accertamento per il medesimo anno».

Totti ha fatto ricorso alla Commissione tributaria di Grosseto, ritenendo illegittimo, perché immotivato ed incomprensibile, il sollecito di pagamento ricevuto. «La Commissione, accogliendo le richieste, contesta la certezza giuridica dell’atto notificato, precisando che “la Tares, pur costituendo evoluzione della tassazione prevista dalla Tarsu, non si identifica con essa” e che l’avviso per “nuova iscrizione a ruolo Tarsu”, non può costituire atto prodromico al sollecito meno che mai se il primo riporta una diversa indicazione ed importi non coincidenti con il secondo. Su tale presupposto il Giudicante ha ritenuto di annullare il sollecito di pagamento notificato”».

«La cifra richiesta era di importo notevole per la modesta attività esercitata dalla mia società, a sei cifre, e non proporzionata alle giornate di attività effettivamente svolte – dice Totti -. Le attività dentro l’Ippodromo Dei Pini possono essere esercitate soltanto durante le giornate di corsa: come è possibile che l’Amministrazione comunale di Follonica, da una parte imponga l’esercizio di attività solo per circa 45 giorni all’anno (da calendario Unire) e dall’altra chieda tributi per 365 giorni all’anno? Il Giudice ha disposto le spese compensate per cui io dovrò pagare alle mie professioniste la mia vittoria. Con il lavoro della stagione estiva pagherò il mio Collegio di difesa».

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