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Il M5S incalza gli avversari, Gori: «Mascagni e la nomenclatura. Vivarelli Colonna e Silvio»

GROSSETO – «Gli occhi sono ancora lì. Sono ancora a quegli scatti fotografici partoriti nella nottata che ha dato il via alla corsa di Lorenzo Mascagni. Osservando la resa dei conti avvenuta con le primarie Pd abbiamo assistito a un omicidio politico». Inizia così la lettera aperta di Giacomo Gori, candidato a sindaco di Grosseto per il Movimento 5 Stelle.

«Per carità, lungi da noi il pensiero di difendere personaggi a dir poco discutibili per operato amministrativo e visione delle cose. Ma non è possibile tacere – aggiunge Gori -. Non è possibile non ricordare a Mascagni e soprattutto ai cittadini, le foto che ritraevano Mascagni stesso esultante a poche ore dalla conclusione dello scrutinio delle primarie. Lì, in quel ritratto di famiglia, c’erano tutti. Ne citiamo solo un paio, Loriano Valentini e Giovanna Stellini. Come dire, il nuovo che avanza. È con questa squadra, affiancata da Marras, Biliotti, Bonifazi, Goretti, Giorgi e altri che Mascagni ha vinto contro Borghi. Lo stravecchio che batte il vecchio».

«Dunque la domanda: è lo stesso Mascagni che esultava con suddetti personaggi il candidato che, ora, punta il dito verso il M5s riversando livore e stupidaggini? Sì. Perché è consapevole di dover rincorrere. Consapevole che il Pd resterà fuori dal ballottaggio. Dunque aggredisce. Ma visto che incassare non è proprio lo spirito che distingue i 5 stelle, stavolta un paio di cose le vogliamo chiarire – prosegue Gori -. A Lorenzo Mascagni rivolgiamo dunque un caloroso invito: si documenti. Studi. Studi i metodi di assemblea del M5s, la costruzione degli atti, le riunioni che portano alla nascita di testi che vengono poi portati puntualmente in consiglio comunale. Come avvenuto, per esempio, con i residenti del Casalone o delle zone Peep Pizzetti. Anziché limitarsi a premere bottoni in aula, Mascagni studi. Studi il processo partecipativo del M5s, gli sarà utile quando nella prossima consiliatura vorrà proporre, da consigliere ovvio, atti e idee. Ma soprattutto la smetta di pontificare, di fare il filosofo, di vendersi per il cambiamento. I grossetani non sono stupidi. E certe immagini, come le foto del post primarie, le ricordano e le ricorderanno bene. Anche tra due mesi».

Gori, in ogni caso, ne ha anche per il candidato di centrodestra: «Per quel che riguarda Vivarelli Colonna c’è poco da dire: la foto con Berlusconi parla da sola. Come può, ci domandiamo, il candidato del centrodestra vendersi per novità civica e poi cercare la benedizione di certe figure della vecchia partitica? Come può dichiararsi uomo sopra i partiti e poi andare a braccetto di numerose sigle di partito? Come può pretendere di presentarsi come novità e magari essere creduto? La città è piccola. E tutti siamo consapevoli che, seppur relegati temporaneamente nel dimenticatoio, i soliti personaggi del centrodestra locale sono lì, a un passo. Tutti pronti a rientrare in scena. Ma attenzione, a piazze piene spesso sono seguite urne vuote. La storia insegna».

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