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Contraffazione: fenomeno in aumento in Maremma. «E’ concorrenza sleale»

GROSSETO – La produzione e lo smercio di prodotti contraffatti rappresentano un danno doppio per le imprese regolari: da una parte per le mancate vendite, dall’altra per la perdita di posti di lavoro. In poche parole, è concorrenza sleale nei confronti dell’artigianato manifatturiero. Una piaga che pure in Maremma, purtroppo, è ben presente.

Parlano i numeri contenuti nell’elaborazione dell’Ufficio studi di Confartigianato imprese, su dati Istat e Unioncamere-Infocamere, che si riferiscono al quarto trimestre 2015. Un report che prende in esame l’intero territorio nazionale e che colloca il grossetano al 74° posto tra le province italiane per la percentuale dell’artigianato esposto alla contraffazione (10,5%) sull’intero comparto manifatturiero. Quel che preoccupa di più, però, è che la Maremma fa registrare – una delle poche province in Italia – una crescita della contraffazione rispetto al quarto trimestre 2014 (+0,9%) in uno scenario nel quale gran parte delle province riporta il segno meno. Va persino peggio nel resto della Toscana, la regione che ha la quota in assoluto più elevata di artigianato manifatturiero esposto alla concorrenza sleale (42,9%), costante rispetto all’anno precedente. In provincia di Grosseto sono 114 le imprese artigiane registrate esposte a contraffazione su un totale di 1.085 attività manifatturiere artigiane: 39 nel settore dell’abbigliamento, 30 nel comparto della gioielleria e delle pietre preziose, 23 nel tessile, 16 nel cuoio, borse, pelletterie e pellicce, 3 nella maglieria, una nelle calzature, una nei giocattoli e una nei profumi, cosmetici e saponi. Più in generale, a livello nazionale la concorrenza sleale pesa per il 19,8% sul comparto e le imprese regolari perdono 9,9 miliardi di euro in vendite e 88mila posti di lavoro: una mazzata per un mercato in cui operano 63mila imprese artigiane che danno lavoro a 189mila addetti. In pratica, un’impresa su cinque viene danneggiata. E non bastano, purtroppo, i sequestri dei prodotti contraffatti: in media, ad esempio, 23 milioni di articoli di abbigliamento e accessori, calzature e occhiali, al ritmo di 2.640 all’ora.

«I numeri di questo report – dice Mauro Ciani, segretario generale di Confartigianato Imprese Grosseto – ci confermano, purtroppo, la gravità della situazione. E’ vero che in Maremma i numeri assoluti del fenomeno sono meno consistenti rispetto ad altre realtà, ma è comunque preoccupante la tendenza alla crescita del fenomeno. E così gli imprenditori onesti, che già devono far fronte a una tassazione esagerata e a una burocrazia spesso esasperante, si ritrovano vittime pure di una concorrenza sleale particolarmente odiosa. Quella per battere la contraffazione è una battaglia che le istituzioni devono vincere, con ogni mezzo».

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