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Protezione della duna: cento gigli di mare in difesa della spiaggia

CASTIGLIONE DELLA PESCAIA – Fra i progetti attivi da alcuni anni presso il Centro Ricerche Crisba dell’Isis “Leopoldo II di Lorena” di Grosseto c’è quello che riguarda la tutela dell’ambiente dunale, tramite il coinvolgimento degli studenti in programmi di ripopolamento con specie vegetali dunali autoctone. In quest’ambito il Centro si è specializzato sul Giglio di mare (Pancratium maritimum), una pianta protetta che abbellisce le coste maremmane con fiori bianchi e profumati visibili fra Luglio e Settembre, che il Crisba propaga a partire da seme autoctono e raggiunta l’età adulta mette a dimora nelle dune maremmane. Sulla scorta di questi risultati a Castiglione della Pescaia si è svolto un ulteriore intervento di reintroduzione programmata in ambiente di cento esemplari di quattro anni d’età presso l’area dunale antistante il Tombolo.

L’intervento, patrocinato e finanziato dal Comune di Castiglione della Pescaia, è stato effettuato dagli studenti della classe IIIA dell’ISIS “Leopoldo II di Lorena”, coinvolti anche nelle fasi di produzione delle piante in laboratorio.

«Viene data così continuità alla collaborazione fra il Crisba e il Comune di Castiglione della Pescaia – spiega il vice sindaco Elena Nappi -, che già nel 2012 e nel 2015 ha promosso iniziative analoghe presso le dune prospicienti le spiagge di Riva del Sole e Roccamare. Tutti interventi che esprimono chiaramente le politiche ambientali che abbiamo portato avanti in questi anni preposte allo sviluppo sostenibile del nostro territorio. Gli obiettivi? Incoraggiare il coinvolgimento e la responsabilità dei giovani, dei cittadini e dei turisti al fine di diffondere una consolidata coscienza ambientale; rendere fruibili le bellezze del nostro territorio riqualificando le pinete, le aree boschive, la sentieristica, le coste e i siti archeologici ma anche tutelare le aree dunali e le spiagge contrastando il degrado delle aree pinetate riqualificando aree costiere a forte erosione mediante interventi a basso impatto ambientale».

Dal sito www.terramareitalia.it/gigliodimare i cittadini che volessero dare un contributo al proseguio del progetto, possono segnalare l’avvistamento di gigli di mare, fornendo informazioni circa la loro localizzazione e lo stato di conservazione delle dune che le ospitano. «Progetti di questo tipo – conclude Nappi -, sono un esempio concreto di come si possa tutelare il patrimonio naturale mediante il coinvolgimento diretto della comunità, nell’auspicio che in futuro siano proprio i cittadini i protagonisti principali in fatto di salvaguardia ambientale».

«La fascia costiera e in particolare quella dunale – ha spiegato Angelo Gentili, della segreteria nazionale di Legambiente – rappresentano un ecosistema delicato e sensibile, vero e proprio scrigno di biodiversità. Ripiantumare il Giglio di mare attraverso la preziosissima attività del Crisba è senza dubbio un’attività di enorme significato anche dal punto di vista educativo. Per questo ringraziamo gli studenti dell’Istituto tecnico agrario Isis di Grosseto e l’amministrazione comunale impegnata in questa campagna di tutela e valorizzazione del sistema dunale».

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