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Baccetti «Anche in Maremma è “Profugopoli”: velocizzare identificazione ed espulsione»

ROCCASTRADA – L’uscita del libro di Mario Giordano anche in provincia di Grosseto ha dato voce e ragione a quanto, come comitato “insieme per Roccastrada”, ribadiamo da anni. Certe associazioni sono chiaramente più interessate ai soldi che all’accoglienza». Sono Simonetta Baccetti e Moreno Bellettini di “insieme per Roccastrada” a commentare il libro del direttore del Tg4 che parla dell’accoglienza dei profughi e delle cooperative che la gestiscono.

«Ribadiamo che il “volontariato” mirato alla gestione dei flussi migratori dovrebbe essere limitato al tempo necessario per distinguere tra chi ha il diritto di essere accolto quale profugo e chi deve essere rimpatriato – proseguono Bellettini e Baccetti -. Considerato che le politiche governative ad ogni livello, a questo punto sospette, continuano a far stazionare nei nostri territori migranti non aventi diritto alla protezione internazionale, contribuendo ad alimentare aspettative occupazionali aleatorie e ad ingrassare cooperative o associazioni che incassano milioni di euro alla faccia degli italiani indigenti che non possono usufruire di vitto e alloggio, corsi di aggiornamento, assistenza sanitaria, ecc, servizi attualmente garantiti a falsi profughi».

«Tale pratica di accoglienza indiscriminata è molto sviluppata non soltanto a Roccastrada o nella zona nord della provincia di Grosseto gestita da “Partecipazione e Sviluppo”, ma con il fallimentare modello varato dalla giunta regionale, rimangono in Toscana migliaia di non aventi diritto a restare in Italia. Come comitato “insieme per Roccastrada” auspichiamo che il nostro sindaco si attivi per far cessare questo andazzo anomalo, stimolando i suoi colleghi e chi di dovere ad effettuare velocemente le pratiche di identificazione e di espulsione per il rispetto che le istituzioni debbono, non solo ai propri cittadini ma anche ai veri profughi che – concludono – con le loro famiglie, bambini compresi muoiono o stazionano in condizioni disumane alle frontiere europee».

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