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Verso il voto

Laurea in Scienze Gastronomiche a Grosseto. Ecco la proposta di Donati

“Dobbiamo pensare a percorsi di studio mirati ad un forte legame con il territorio per una reale valorizzazione delle sue eccellenze”

Francesco Donati 2016

GROSSETO – “Dall’inizio dell’anno accademico in corso, a Grosseto è stato istituito il corso di laurea in Scienze Pollitiche su richiesta dei militari del Savoia Cavalleria un’iniziativa interessante e che ha riscosso anche un discreto successo ma a questo corso ne aggiungerei altri due molto importanti per il nostro territorio: il corso di laurea in Scienze del Governo e dell’Amministrazione e quello in Scienze Gastronomiche”. È quanto propone il Presidente del Raggruppamento Politico Autonomo Francesco Donati.

“Per quanto riguarda il corso di studi in Governo e Amministrazione è indubbio che molti dei nostri funzionari e impiegati dell’amministrazione siano persone preparate e competenti ma i tempi sono cambiati e oggi sono richieste competenze molto qualificate per poter lavorare nei nostri apparati amministrativi”.

“Ma c’è anche un altro aspetto da sottolineare – continua Donati – in futuro dobbiamo immaginare dei percorsi di studio che siano fortemente legati alle caratteristiche del nostro territorio ecco che secondo il Raggruppamento Politico Autonomo sarebbe fondamentale per una città come Grosseto istituire un corso di laurea in Scienze Gastronomiche”.

È una proposta presente nel nostro programma politico e non si tratta – come puntualizza lo stesso Donati – della solita scuola che prepara gli Chef o i pasticceri o i sommelier del futuro ma di un percorso di studi che forma delle figure professionali in ambito gastronomico capaci di affrontare problemi anche molto complessi di carattere scientifico e che riguardano tutti i prodotti alimentari legati al nostro territorio”.

“Un corso di studi – conclude Donati – che dovrebbe essere suddiviso in una parte teorica che prevede lo studio della storia del territorio e dell’importanza dei suoi prodotti anche dal punto di vista culturale ed una parte applicativa. Sarebbe un primo vero passo verso una ‘valorizzazione delle nostre eccellenze’ espressione tanto usata a parole quanto disattesa nei fatti”.

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